Ok il prezzo è giusto potrebbe tornare su Canale 5 a dicembre. A condurre Ana Laura Ribas

Vi ricordate lo storico programma Ok, il prezzo è giusto condotta da Iva Zanicchi che andava in onda nelle ultime stagioni su Rete 4? Se siete tra i fan del programma per voi potrebbero esserci buone notizie. Il programma infatti potrebbe vedere nuovamente la luce e tornare in onda sugli schermi italiani. A darne la notizia è Ana Laura Ribas, che è stata valletta del programma, su twitter dove annunciava ai suoi followers che il programma potrebbe tornare presto: “Allora siiii, quasi certo si rifà Ok il prezzo è giusto. E lo conduco io. Già rido! La Zanicchi è d’accordo, sono la sua erede“.

Secondo il cinguettio della Ribas il ritorno del programma non è solo un’ ipotesi, anzi è un progetto che è già in fase di studio. Intervistata poi la conduttrice ha confermato che ai vertici Mediaset è piaciuta l’ idea di un eventuale ritorno del programma e a condurlo dovrebbe essere proprio lei. A quanto pare è stata proprio Iva Zanicchi a benedire la scelta di Ana Laura come nuova conduttrice del programma. “Mi ha detto che sei mai avessero rifatto Ok il prezzo è giusto, sarei stata solo io a poter prendere il suo posto” afferma la Ribas che sembra molto entusiasta di questo progetto. La collocazione dovrebbe essere quella della fascia del preserale che sembra essere la più congeniale per la tipologia di programma.

Iva Zanicchi star al concerto per i terremotati

Reggio Emilia, 20 giugno 2012 – Tra un impegno politico a Bruxelles, un’apparizione in Tv ed un concerto in giro per l’Italia, l’aquila di Ligonchio ritorna nella sua terra tanto amata come star benefica (il 30 giugno) a Roncolo di Quattro Castella per il concerto benefico “Un sorriso per l’Emilia” i cui proventi andranno alle vittime del terremoto.

In quest’ultimo spettacolo, oltre a Iva Zanicchi, sul palco è prevista la presenza di altri personaggi dello spettacolo come Povia, Simone Cristicchi, Fiordaliso, Danilo Sacco, Andrea Mingardi ed Enzo Iacchetti che condurrà la serata.a Quattro Castella, la cantante ligonchiese, insieme ad altri artisti, dimostrerà il suo “cuore d’oro”, tutto rivolto ad un aiuto concreto al popolo emiliano, messo in ginocchio dal sisma.

Come sta vivendo i giorni di angoscia che stanno attanagliando i suoi conterranei?
«Molto male. Giorni e ore di sofferenza per tutti. E’ difficile comprendere come nel giro di pochi attimi uno possa perdere tutto, anni di lavoro, di sacrifici o che – addirittura – possa rimetterci la vita. Mi sembra giusto che ognuno di noi faccia qualcosa per aiutare chi sta incontrando questi momenti di difficoltà. Proprio per questo ho accettato con gioia di partecipare allo spettacolo “Un sorriso per l’Emilia”, tutto a scopo benefico».
Ha parenti o amici che sono state vittime dirette del terremoto?
«Parenti da parte di mia madre vivono dalle parti di Mirandola. Fortunatamente non hanno avuto la casa lesionata, ma ho saputo che sono talmente terrorizzati che hanno deciso di allestire una tenda in giardino, dove vivono accampati».
Dall’impegno pro-terremotati a quello politico: soddisfatta del suo ruolo di europarlamentare?
«Proprio in questi giorni sarò a Bruxelles per onorare il mio mandato che scadrà nel 2014. Soddisfatta sì, perché sto portando avanti dei progetti a cui tengo molto. Parlo, ad esempio, dell’impegno in favore di alcuni paesi tormentati da miseria, guerra e povertà, come il Sudan. Credo molto in questa commissione che vuole andare incontro a chi soffre in modo concreto, così posso starmene fuori dai giochi di palazzo e di potere politico che non m’interessano«.
Dal Sanremo 2009, al quale ha partecipato con “Ti voglio senza amore” e dopo l’album “Colori d’amore”, con brani di Tiziano Ferro e Battisti, i suoi estimatori che musica si devono aspettare per il futuro?
«Una Zanicchi in jazz. Sarà un disco che mi vedrà in una veste vocale insolita, ma che rispolvera la mia antica passione per questo genere musicale meraviglioso e intramontabile. Lo produrrò da sola e ho in mente di chiamare dei musicisti bravissimi. Ci sto lavorando».

Luciano Manzotti

Iva Zanicchi: “Emiliani tenete duro, non sarà un terremoto a fermarci”

Ha il cuore infranto Iva Zanicchi. Non fa altro che pensare alla sua Emilia, duramente colpita dal terremoto. E intanto conta le sue vittime, salite finora a 26. Mentre la terra continua a tremare – è successo anche a Ravenna e sulla Riviera Romagnola e altre scosse sono state avvertite in alcuni comuni della provincia di Reggio e di Modena -, la Zanicchi passa le giornate al telefono con parenti e amici che vivono in quelle zone devastate, che l’hanno vista crescere e muovere i primi passi verso il successo. Con quel l’accento che fa subito simpatia, la cantante incarna perfettamente lo spirito laborioso, battagliero e intraprendente degli emiliani. Ed è per questo che, come europarlamentare impegnata ancora a Strasburgo, vuole far arrivare immediatamente gli aiuti agli sfollati e contribuire alla ricostruzione del patrimonio storico e artistico dei paesi colpiti dal sisma. «Si parla troppo e si conclude poco» L’”aquila di Ligonchio” fa appello al mondo politico. E chiede alle istituzioni di non dimenticare la sua gente. Da emiliana, come vive questi giorni drammatici che hanno provato così duramente la sua terra? «C’è da piangere. Il mio cordoglio e affetto va ai familiari dei morti, a chi ha perso la propria casa, il proprio lavoro. Lo Stato non deve lasciare sole queste popolazioni. Sono sempre in contatto con i parenti e gli amici di quelle zone. A Reggio Emilia abita mia zia Verina di 90 anni e a Cervarezza. sempre nell’Appennino reggiano, mia sorella Viria. Li hanno tutti paura di essere dimenticati. Ma io mi impegnerò affinché questo non accada». Si è già recata nelle zone terremotate? «No, ma Io farò in forma privata. Trovo stridente il fatto che i politici vadano in visita nelle zone di emergenza per farsi pubblicità. La politica, si sa, parla troppo e spesso conclude poco». Lei, come europarlamentare, in che modo s’impegnerà per aiutare i terremotati? «Sia io sia i colleghi europarlamentari abbiamo chiesto, subito dopo la prima forte scossa del 20 maggio, un aiuto concreto e rapido da – parte dell’Unione Europea. S Richiesta che – debbo dire – è stata immediatamente accolta dal presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. Al governo italiano chiedo, invece, di allentare le maglie della burocrazia e di pensare a politiche di marketing per lo meno nel settore agroalimentare attraverso i rilancio in tutto il Paese dei prodotti tipici emiliani. Vedere fermi interi caseifici, buttate circa 600 mila forme di Parmigiano Reggiano (da sempre una delle maggiori eccellenze della nostra tavola) e distrutte migliaia di bottigliette d’aceto balsamico tradizionale di Modena mi fa star male». Non solo il settore alimentare è in ginocchio… «La sola provincia di Modena ha un Pil (prodotto interno lordo, ndr) uguale a tutta la Sicilia. Una zona ricchissima. Penso ai maglifici e al settore tessile di Carpi, ai motori con Lamborghini, Ducati e Ferrari, alle ceramiche di Sassuolo e Fiorano. Bisogna far ripartire subito l’economia locale». «È sempre stata una zona sismica» Crede ci sia stata troppa fretta nel ricostruire? «Fa parte dello spirito emiliano, forse fin troppo laborioso. Noi non riusciamo a stare con le mani in mano. Ma lancio un appello alla mia gente: prendetevi un secondo, attendete che siano stati fatti controlli più accurati. E in ogni caso tenete duro! Non fatevi fermare dal terremoto». Molti capannoni erano stati dichiarati agibili dopo la prima scossa… «Ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità». Forse nessuno si aspettava scosse di questa entità in una parte d’Italia considerata da sempre a basso rischio sismico? «Tutte balle. L’Emilia è sempre stata terra di terremoto. Ho vissuto la mia infanzia sull’Appennino ed eravamo abituati a questo fenomeno. A tale proposito, ricordo che mio padre diceva spesso che saremmo dovuti andare ad abitare in pianura perché, almeno li, non si sarebbero sentite le scosse. E invece, purtroppo, un evento devastante è sotto i nostri occhi ». «Gli sciacalli? Ma che vergogna!» In alcuni paesi le scosse hanno raso al suolo il centro storico… «Il Duomo di Mirandola era un gioiello architettonico e ora è distrutto. Una tragedia. Anche perché, dalle nostre parti, il centro di un paese, la piazza, è cuore pulsante per molti anziani: lo raggiungono spesso in bicicletta, fanno una partita a carte, bevono un bicchiere di Lambrusco in compagnia. Purtroppo oggi, per molti di loro, non sarà più possibile». C’è stato pure chi ha speculato su questa tragedia… «Il fenomeno dello sciacallaggio è vergognoso! Pensi che un mio parente della Bassa ferrarese dorme in roulotte davanti a casa per paura che possano entrare nella sua abitazione e derubarlo». L’Emilia è una terra di musicisti. Infatti il 25 giugno è previsto un concerto benefico per la regione con Laura Pausini, Caterina Caselli, Zucchero e altri big, che verrà trasmesso in diretta su Raiuno. Parteciperà anche lei all’evento? «No. Ma sto organizzando un altro evento i cui dettagli sono ancora in via di definizione. Si tratta di un concerto che si terrà a Reggio Emilia il 30 giugno e il cui incasso sarà devoluto in favore delle popolazioni di Carpi e Mirandola». L’informazione può dare un contributo per non dimenticare questa tragedia? «I mass media stanno facendo tanto. In ogni servizio televisivo emerge la compostezza, la dignità, il coraggio della mia gente di fronte alla disgrazia. Sono orgogliosa di essere emiliana». «Aspetto che torni a splendere il sole» Che cosa fa nel tempo libero per distrarsi da queste notizie così drammatiche? «Scrivo: è una cosa che mi piace, mi rilassa e mi serve anche per allontanare i pensieri tristi, che purtroppo oggi sono sempre più ricorrenti. Dopo questa tempesta, dovrà pur tornare a splendere un raggio di sole nella mia Emilia cosi lacerata e distrutta, non crede?».

Concerto per l’Emilia: partecipazione gratuita.

Al concerto per l’Emilia del 25 giugno a Bologna seguirà un’altra manifestazione di beneficenza per le vittime del terremoto. Un vero e proprio concerto per la solidarietà quello che prenderà vita Sabato 30 giugno dalle ore 17,00 a Roncolo di Quattro Castella in provincia di Reggio Emilia.
Titolo dell’evento è: “Un sorriso per l’Emilia”. Attraverso il titolo dato alla manifestazione, si arriva presto a capire l’intenzione reale e portante dell’evento: ridonare un sorriso e riportare la serenità di questo gesto alle povere vittime del sisma. A pensarci, in quella serata, saranno alcuni personaggi noti del panorama artistico italiano. Da Enzo Iacchetti, eletto conduttore dell’evento, a Povia, Iva Zanicchi, Simone Cristicchi, Andrea Mingardi e tanti altri. La partecipazione a questo concerto per l’Emilia è esclusivamente gratuita. La beneficenza sarà totalmente nelle mani degli organizzatori e degli artisti, che doneranno il loro operato.

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Iva Zanicchi e la comunione mancata

Il Corriere della Sera riprende niente popò di meno che Iva Zanicchi:

Racconta per esempio Iva Zanicchi, separata da ben ventisette anni ma cattolica, credente e praticante, ieri era aMilano al parco di Bresso per ascoltare le parole di Benedetto XVI: «Ricordo un’esperienza penosissima, sedici anni fa. Era il giorno del matrimonio di mia figlia, non ho potuto fare la comunione come avrei voluto. Lo considero uno dei più grandi dolori della mia vita. Non è facile raccontarlo e spiegarlo, ma per chi ha fede la lontananza forzata dai sacramenti è un autentico tormento morale. Ascoltare le parole del Papa di ieri mi ha invece aperto il cuore alla speranza, mi ha confermato nell’opinione che ho di questo Pontefice: dotato di una grande intuizione, capace di comprensione nel momento giusto. Mi auguro che si prosegua su questa strada perché i casi di sofferenza sono davvero tanti, e ne conosco io stessa numerosi».

Nemmeno Iva Zanicchi, come si è visto, tenta la via breve della «comunione clandestina»:

«Da qualche anno ho trovato più comprensione e aiuto, in alcuni casi mi sono potuta comunicare. Ma penso che la Chiesa abbia le sue regole. E penso anche che davanti a Dio non si bara. Semplicemente perché non si può barare».