Vieni anche tu alla festa della donna con Iva!

Cari fans, in esclusiva per l’Iva Zanicchi fans club DOMENICA 8 MARZO ORE 16 VIENI A FESTEGGIARE LA FESTA DELLA DONNA con 3 DONNE IN CERCA DI GUAI al Teatro Serassi di Villa D’Almè (Bg) domenica 8 marzo. Per prenotare un posto al prezzo speciale per i membri dell’Iva Zanicchi Fans scontato invia subito una mail a fansclub@ivazanicchi.it Non mancare!cropped-Banner_Donne-in-cerca-di-guai1.jpg

Iva Zanicchi “in cerca di guai”

MARIA CUSCELA
VARALLO

«Donne in cerca di guai» domani sera a Varallo. Alle 21 al teatro Civico Corinne Clery, Barbara Bouchet e Iva Zanicchi saranno protagoniste di una commedia che «celebra» l’amicizia. Per sapere se ci sono ancora biglietti disponibili (il costo è di 25 euro, 23 per gli over 65 anni e gli under 18) è possibile contattare domani l’Ufficio cultura del Comune al numero 0163.562729 o scrivere a info@comune.varallo.vc.it.

Per Iva Zanicchi si tratta di un quasi debutto a teatro. «La mia prima volta fu negli Anni Settanta con il grande Walter Chiari – racconta – ma in quell’occasione più che altro cantavo, recitando solo in alcuni sketch. Ci furono poi altre parentesi ma questa è la prima volta in cui ho un ruolo da attrice vera e propria sul palco. Sono Martine, una donna abbandonata dal marito dopo trent’anni di matrimonio. La morale di questo spettacolo? Che una donna, a qualsiasi età, ha il diritto di non lasciarsi andare. E non mancheranno le sorprese».

Mezzo secolo di carriera

L’artista, in oltre 50 anni di carriera, non si è risparmiata su nessun fronte: cantante, presentatrice televisiva, attrice, politica, scrittrice. «Sono profondamente curiosa – afferma – e mi piace sperimentare a costo di inciampare in qualche sbaglio. Al primo posto però metto sempre la musica. Il mio ultimo album (“In cerca di te”, ndr) mi piace molto ed è da riscoprire, rivisita brani famosi dagli Anni Trenta agli Ottanta. E intanto sto finendo di scrivere il mio terzo libro».

Il Festival di Sanremo

Come conduttrice televisiva, nella stagione 2000-2001 aveva presentato con Carlo Conti un’edizione di «Domenica In». E proprio al presentatore lancia i migliori auspici per il Festival di Sanremo che sta per partire, una gara che, unica donna, Iva Zanicchi ha vinto per tre volte (nel 1967 con «Non pensare a me», nel 1969 con «Zingara» e nel 1974 con «Ciao cara»). «E’ uno spettacolo che non mi perdo mai e che guardo ogni anno con curiosità – sottolinea -. Carlo è un grande professionista che si merita il successo che ha, un po’ sulla falsariga di Pippo Baudo». Come cantanti non vuole sentire parlare di eredi. «Ci sono infatti tanti giovani con bellissime voci – conclude – tutti molto più preparati rispetto a quelli della mia generazione. L’unico difetto è che dovrebbero cercare un po’ più di originalità. Arisa ed Emma Marrone, le vallette del prossimo Festival, per esempio, sono due artiste che mi piacciono molto.

Fonte: La StampaALOCNMMX5940-759-kn2D-U10401855728049FHC-700x394@LaStampa.it

Iva Zanicchi: “Barbara D’Urso? Non parlo male di lei ma…”

Iva Zanicchi, che ha da poco fondato un’etichetta discografica,  parla di tutto ai microfoni di Radio Club 91. Parla di Silvio Berlusconi, ovviamente, “lo stimo al punto che può dire tutto. Non faccio più politica, ma sono fedele. Ho creduto in Berlusconi anche se ha commesso degli errori”. Sferzante anche su Barbara D’Urso, che lei chiama Carmela: “Di lei non parlo male ma non me lo rompo un femore per andare a Domenica Live“. E ancora: “Mi ero proposta come Presidente della Repubblica ma non mi hanno dato ascolto: avevo promesso che avrei tenuto in ordine e pulito e dato la cera tutte le mattine, adesso vorrei fare il sindaco di Napoli, un incanto di città, una delle più belle al mondo anche quando piove”.

Il centrodestra – La Zanicchi interviene anche sui problemi del centrodestra: “si è circondato di persone opportuniste. Ma lui che è un buono e ha sempre perdonato. La Santanché è una con grinta. La Boschi? E molto educata. Nel centro destra mi piace la Meloni. La Pascale? Non è in politica. Quando si metterà in politica darò un giudizio esclusivamente politico della Pascale. Salvini? Ci si butta su Salvini perché a gente è esasperata non crede più alla politica perché la politica fa schifo è una delusione sempre e comunque per cui spesso ci buttiamo su uno che ci fa intravedere non so cosa ma ci andrei molto cauta”

(Fonte: Libero)

Recensione Donne in cerca di guai Teatro Troisi

  Possono le donne fare a meno degli uomini? Si, no, forse, dipende. Gira attorno a questo interrogativo “Donne in cerca di guai”, pochade tratta da “Les Amazones” di Jean Marie Chevret, che da anni fa sfracelli in Francia ed ora approda al Teatro Troisi per la regia di Nicasio Anzelmo.

Corinne Clery, che ne acquisito i diritti, chiama con sé sul palco Barbara Bouchet ed Iva Zanicchi, per uno scatenato trio che per un’ora e mezzo riesce a far girare a pieni giri il motore di una commedia senza pause e dal ritmo intensissimo. Due amiche (Annie – Corinne Clery, e Micky – Barbara Bouchet), si ritrovano a casa di un’amica di lungo corso (Martine – Iva Zanicchi), deluse dagli uomini e con qualche conflitto irrisolto tra di loro (che poteva essere approfondito, peccato). Mirò (Giovanni Di Lonardo), un ragazzo gay cui Martine subaffitta la mansarda, è l’unico elemento maschile in scena fino all’arrivo, dirompente, di Guillaume (Nicola Paduano), che scompagina le carte in tavola. Se la Clery, a 65 anni, riesce ad affrancarsi del clichet della fatalone, riuscendo persino a riderci su, e la Bouchet (classe – in tutti i sensi – 1944) regala pillole di aristocratico distacco (rallentando però – talvolta – la fluidità della vicenda), è la Zanicchi la vera sorpresa.
Volutamente sopra le righe, ottimamente fornita di tempi e memoria, l’Aquila di Ligonchio si mangia la scena acchiappando il pubblico come una veterano del palco, e, a 75 anni, sembra pronta ad una nuova, sorprendente, pagina della propria multiforme carriera. Va sottolineata, però, l’eccellente resa dei due giovani attori in scena: Nicola Paduano esibisce un fisico da urlo ma presto impone anche una notevole capacità di sfumature e finezze interpretative nei passaggi di tono e di umore del personaggio, mentre Giovanni Di Lonardo, gay senza stereotipi di maniera, dipinge il suo Mirò con rara perfezione: divertente senza bisogno di moine, intenso senza necessariamente impostare la voce, dona equilibrio e credibilità all’intero spettacolo. Spettacolo che piace e convince, malgrado qualche incongruenza anagrafica, una scenografia un po’ confusa, e qualche lungaggine evitabile. Ma siamo agli esordi, e “Donne in cerca di guai” (titolo mutuato da una celebre hit di Zucchero) promette di essere la vera sorpresa teatrale di questa stagione.

Antonio Mocciola.

 

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