Iva Zanicchi, rivelazione shock: «Alberto Sordi provò a strapparmi i vestiti di dosso»

La cantante ha scritto un’autobiografia in cui racconta l’episodio risalente al 1970

ROMA – Iva Zanicchi ha fatto una nuova rivelazione shock che coinvolge uno dei mostri sacri del cinema italiano, Alberto Sordi. La cantante, che il prossimo 20 gennaio compirà 80 anni, ha infatti scritto un’autobiografia dal titolo ‘Iva Zanicchi, nata di Luna buona’. Nella fatica letteraria l’Aquila di Ligonchio, come è stata soprannominata anni fa, racconta di quella volta in cui finì a letto con la leggenda dello spettacolo e lui cerco di strapparle i vestiti di dosso.

Nel libro ripercorre quella serata del 1970. Era andata come ospite alla prima del film ‘Il presidente del Borgorosso Football Club’, di cui Sordi era protagonista. Iva alzò un po’ il gomito e non si sa esattamente come si ritrovò in camera da letto con l’Albertone nazionale. «Mi sbattè sul letto, le sue mani cominciarono a palparmi dappertutto. Era in difficoltà col mio vestito, talmente stretto da sembrare una seconda pelle, di lì non si passava…», ha scritto nel testo. A quel punto lui avrebbe detto: «Te lo strappo». Dopo queste parole lei uscì dalla porta e fuggì via.

Ma non finisce qui, perché alcuni anni dopo Sordi le avrebbe telefonato in occasione del suo compleanno. Facendole gli auguri ricordò però proprio quello che era accaduto tra loro. «Zanicchina, non sai che te sei persa! Peggio per te!», le avrebbe detto durante la chiamata, per poi scoppiare nella sua inconfondibile e rumorosissima risata.

Iva Zanicchi: “Mina non mi voleva in tv, Sordi ci provò ma dissi no”

In una intervista a Tv Sorrisi e Canzoni, Iva Zanicchi parla del suo libro autobiografico e rivela alcuni aneddoti su due mostri sacri dello spettacolo: “Mina non mi voleva a Studio Uno e Alberto Sordi ci provò con me ma lo respinsi”

Intervistata da Tv Sorrisi e Canzoni in occasione dell’uscita della suo libro autobiografico, “Nata di luna buona”, Iva Zanicchi racconta alcuni aneddoti a proposito di due mostri sacri dello spettacolo italiano, Mina e Alberto Sordi.

Dalle pagine del settimanale diretto da Aldo Vitali, viene chiesto conto a Iva Zanicchi della tanto chiacchierata rivalità con Mina. Iva non si tira indietro e spiega: “Eravamo seguite dalla stessa etichetta ma lei era la star“. “D’altra parte era sempre a Studio Uno, chi non sarebbe diventato famoso?”, aggiunge sferzante.

Iva Zanicchi non ha peli sulla lingua e racconta di quando la “Tigre di Cremona” – a suo dire – tentò di metterle i bastoni tra le ruote: “E pensare che quando mi hanno proposto di apparire il sabato sera lei ha annullato una tournée all’estero minacciando di lasciare la casa discografica”. E poi aggiunge caustica: “Se si arrabbia chi se ne frega!”. “Mina non lo ammetterà mai che è stata lei a non volermi a “Studio Uno”, io invece posso dirlo”, aggiunge categorica.

Per una Mina che non sembrava apprezzarla molto, c’era un Alberto Sordi che, invece, pareva gradire particolarmente Iva Zanicchi. A proposito del grande attore romano, la signora di “Ok, il prezzo è giusto!” confessa: “Alberto Sordi ci provò ma lo respinsi. Non perché fossi virtuosa, ma perché ero sposata da poco ed ero diventata mamma”. “Poi mi sono pentita – continua sarcastica Iva – ma lui non mi convinceva anche se mi ha fatto una corte serrata”.

Il ricordo di questo corteggiamento è l’occasione per fare un confronto con i rapporti odierni: “Il corteggiamento era importantissimo, durava mesi. Ora si arriva subito al sodo”. “Per me è inconcepibile, penso che questi giovani perdano tantissimo. Poi è chiaro che i matrimoni si sfasciano”, conclude perentoria.

Iva a Verissimo

Iva Zanicchi è una splendida interprete, ma ancor di più una sopraffina racconta storie, quella della sua vita. A “Verissimo”, battute e retroscena: “Ho mandato a fan**lo Gina Lollobrigida e ho detto no ad Alberto Sordi”.

Iva Zanicchi entra, si siede, lo spacco del vestito si apre e fredda Silvia Toffanin: “Si vede la farfallina? Mah, che vuoi… più che una farfallina è un’aquilona ormai”. Si parte con il piede sull’acceleratore del salace. Ricorda di essere venuta al mondo in maniera tribolata: “Non mi voleva nessuno, ero la terza femmina, mio papà voleva il maschio per lasciare l’eredità e invece sono nata io, per tre giorni si è rifiutato di vedermi. Nemmeno in paese mi volevano perché mio padre Zefiro aveva promesso da bere se fosse nato un maschio. Sono nata in una stalla, era freddo, mia mamma era andata ad accudire le mucche, sono nata vicino a Nerina che era una gran vacca! Quando mio nonno venne a vedermi, la mamma disse è nata un’altra bimba e per di più bruttina! e lui invece urlò no è giovedì, è nata di luna buona”.

La Toffanin ride di gusto, la narrazione della Zanicchi è verace e spontanea. Correvano altri tempi quando si prese uno schiaffo dalla mamma: “A scuola la maestra mi fece cantare a cappella per la prima volta, io tutta felice andai a casa e dissi ‘ho cantato CON la cappella… pa’, mia mamma mi diede uno schiaffo. E poi aggiunse ‘tu devi cantare solo con l’organo del prete”. Iva Zanicchi è come Ornella Vanoni: hanno trovato la chiave di una nuova giovinezza nell’ironia e nel linguaggio pungente e schietto. La cantante non risparmia neppure i colleghi: “Orietta Berti? Le voglio bene, dice che abbiamo vinto lo stesso concorso, siamo arrivate tutte e due prime, ma io ho una coppa alta così e lei una medaglietta piccola cosi! Alberto Sordi? Mi corteggiò, ma io mi spaventai e partì, quando sono tornata, mi dispiaceva aver fatto la figura della provinciale, d’altra parte se uno non gliela vuol dare non gliela dà… e lui mi disse ‘non sai che cosa ti sei persa!’”.

Simpatico il racconto su Gina Lollobrigida: “Me ne ha fatte talmente tante che l’ho mandata a fan**lo! Eravamo andate in Cile insieme in rappresentanza dell’Italia, lei era una diva e io ero in classifica. Un viaggio terribile, io uscì stanca e con la fiatella perché avevo bevuto per superare il volo, lei si fece aspettare venti minuti, poi comparve sulla scaletta in abito di organza rosa con la pelliccia lunga fino ai piedi. C’erano 40 gradi. In albergo avevamo due suite una davanti all’altra e la mattina successiva le cameriere ci portarono la colazione. Da quelle parti sono abbondanti, io spazzolai tutto il vassoio e chiesi pure due uova strapazzate con il bacon. Ora, vai a sapere che le cameriere raccontavano tutto ai giornali… così io ero semplice e alla mano e avevo mangiato come un scaricatore di porto… scrissero pure ‘ha chiesto in aggiunta uova e bacon’, mentre Gina non aveva aperto la porta, si era fatta intravedere di spalle in vestaglia nera e aveva preso solo caffè con succo d’arancia! Capito?!”.

Il ricordo prosegue: “Dovevamo andare a una manifestazione ippica e lei mi disse che voleva andarci con me e stare in mia compagnia, io ero lusingata, chiamai mia mamma: sai che sono diventata amica della Lollo? e lei ora si che sei arrivata. Scesi nella hall ma lei era già andata via, non me la presi… era una diva… poi all’evento ci chiesero di fare una foto insieme e disse di no, si rifiutò… compresi di nuovo… andò avanti così per una settimana… finché non l’ho mandata a quel paese”. Come è finita l’intervista? Silvia Toffanin una di noi: ha chiesto alla sua ospite di tornare per concludere il melodramma cileno.

Iva Zanicchi presenta il libro “Nata di luna buona”

Zanicchi LUNA 300Dpi

L’autobiografia completa, dall’infanzia a oggi, di uno dei personaggi più amati e popolari della canzone e della televisione italiana. Da quando cantava a squarciagola nella casetta sull’albero a Vaglie di Ligonchio, un puntino isolato sull’Appennino tosco- emiliano lontano da tutto e da tutti, Iva Zanicchi di strada ne ha fatta parecchia e, dopo aver esordito su un palco appena ventenne, non si è più fermata. Castrocaro, Canzonissima, dieci Festival di Sanremo, il Madison Square Garden, la celebre tournée teatrale con Walter Chiari, Ok il prezzo è giusto!: Iva ha lasciato un segno indelebile nella storia dello spettacolo e della canzone. E da Alberto Sordi a Marcello Mastroianni, da Federico Fellini a Giuseppe Ungaretti, Mina e Giorgio Gaber, la sua carriera è costellata di straordinari incontri. Unica donna a vincere per tre volte il Festival, Iva non ha però mai tradito le sue origini ed è rimasta, successo dopo successo, una semplice e genuina ragazza Nata di luna buona. In questo libro racconta per la prima volta tutta la sua vita con lo stile schietto che da sempre la contraddistingue: un viaggio dall’infanzia a oggi attraverso teneri ricordi, divertenti retroscena ed episodi inediti, impreziosito da una galleria fotografica con tanti scatti privati.