ZANICCHI E GELMINI- SCONTRO A FUOCO. Il Sogno di Iva? Condurre un programma su Canale5

Non perdete il nuovo numero di “Di più” in edicola a solo 1€. La cantante sfoga la sua rabbia per non essere stata eletta al Parlamento europeo e punta il dito anche contro la Gelmini. Europa addio, Iva Zanicchi ha perso le elezioni e ora spara a zero con chi l’ha fregata. “Berlusconi avrebbe dovuto avere un occhio di riguardo nei miei confronti chiedendo al suo elettorato di votarmi, invece non ha aperto bocca. Lascio la politica, ora vorrei condurre un programma al mattino su Canale5.”

Iva Zanicchi contro Toti

Forza Italia, Iva Zanicchi attacca Toti: “Torni a dirigere il Tg4″

iva zanicchi 478x322 Forza Italia, Iva Zanicchi attacca Toti: Torni a dirigere il Tg4

E’ molto duro l’intervento di Iva Zanicchi, candidata da Forza Italia alle europee e risultata non eletta, nei confronti del consigliere politico del partito azzurro, Giovanni Toti: “Non si è degnato di portarmi una volta con sé. E’ un bravo giornalista, ma secondo me dovrebbe tornare a dirigere il Tg4, perché non ha quel quid per farsi ascoltare in televisione”.

Ha spiegato ancora la Zanicchi ai microfoni di Radio Città Futura: “Ieri ho ricevuto una telefonata da Silvio Berlusconi che mi ha fatto molto piacere. L’ho sentito un pò stanco, deluso, ma mi ha ringraziato per quello che avevo fatto e mi ha detto questi voti sono tutti tuoi, nessuno ti ha aiutato”. Infine, confermato l’addio alla politica attiva nelle istituzioni: “Ho preso l’impegno di fare politica fuori da un partito aiutando gli anziani, i carcerati e I bisognosi”.

Europee: l’ira di Zanicchi, se non sei a sinistra sei una str…

Europee l ira di Zanicchi  se non sei a sinistra sei una str

(AGI) – Roma, 26 mag. – Mai pensato a come sarebbe andata la sua carriera se fosse stata in un partito di sinistra? “Si’: a sinistra sarei diventata un’icona. Invece ora sono una stronza”. Bilancio amaro quello di Iva Zanicchi a Radio2 Rai per Un giorno da pecora.
“Io ero consapevole di esser trombata, non avrei avuto possibilita’, lo sapevo. Ho comunque preso qualcosa come trentamila e quattrocento voti”, rivendica l’europarlamentare FI uscente. Sesta, davanti a Licia Ronzulli: “Che lei non ce l’abbia fatta – risponde ai conduttori – poco mi importa. Io avrei preferito che le indicazioni fossero state magari Toti, Zanicchi e Ronzulli, insomma che ci fossi anche io. Invece non sono mai stata nominata”. “Io ho anche una certa eta’…”, si schermisce ma la Ronzulli “era troppo spinta: quando andavo in giro la gente mi diceva ‘siamo obbligati a votarla e allora non la votiamo’”. E chi ‘spinge’, Berlusconi? “Mica c’e’ solo Berlusconi: ci sono la Gelmini, Toti, la Rossi, la Santanche’. I messaggini, le lettere, il telefono…”. Insomma, l’hanno boicottata? “Mica solo me, siamo in venti. Ma loro puntavano solo su quei tre nomi”. (AGI) .

Iva Zanicchi: “Lascio la politica, ho dato troppo senza ricevere nulla. Nel partito mi hanno boicottata in tutti i modi”

“Da questo momento non sono più una politica, ho già dato troppo senza ricevere nulla“. Questo il commento a caldo di Iva Zanicchi, dopo il risultato delle elezioni europee che non l’hanno riconfermata al Parlamento di Strasburgo. Una sconfitta che brucia all’aquila di Ligonchio che dice così addio all’impegno politico dopo aver ricoperto nel 2008-2009 il ruolo di eurodeputata di Forza Italia e dal 2009 al 2014 quello di europarlamentare per il Popolo della Libertà.

 

Strenua sostenitrice di Silvio Berlusconi, anche quest’anno la Zanicchi si è candidata nelle file del partito dell’ex premier, in corsa per ottenere per la seconda volta un seggio a Bruxelles, ma non ce l’ha fatta. Si dedicherà alla musica? “Magari mi darò all’ippica, ma non alla politica” ha spiegato, dicendo che l’ambiente è “una giungla dove i nemici veri sono quelli che hai in casa”. Nel partito “i big non sanno comunicare, tranne Berlusconi. Ed è un male, non sono incisivi” ha spiegato all’Ansa.

“Mi hanno boicottata in tutti i modi, i compagni di partito buttavano i miei santini nella spazzatura, ma posso capire, si è in competizione. Trovo comunque che la campagna elettorale sia stata sbagliata” racconta amareggiata. “Un accostamento ad una delle mie canzoni? Penso che sia perfetta ‘Fiume amaro’, un successo da un milione di dischi. Ecco, il risultato di Forza Italia è un grande fiume amaro, speriamo che gli serva da lezione; ma nessuna critica a Silvio Berlusconi, gli voglio troppo bene e so che lui è soddisfatto di me”.Poi sul futuro di Forza Italia: “Marina non è la persona giusta per sostituire Silvio Berlusconi. Penso che lui non voglia coinvolgere i figli in un’avventura tanto difficile”, ha spiegato, “non ci credo. Marina è una persona valida, molto umana e molto brava. Io se fossi il padre non la manderei in politica: deve trovare qualcuno fuori dalla famiglia”.

 

Europarlamento Italiani in testa per assenteismo? Iva Zanicchi no!

Europarlamento Italiani in testa per assenteismo

Quintultimi. Davanti a Cipro, Grecia, Lituania e Malta. Anche in questa legislatura, l’Italia si trova nel fondo della classifica della partecipazione alle attività politiche dell’Europarlamento, che ha chiuso le sue porte giovedì scorso in attesa delle elezioni europee del 25 maggio. Complessivamente, dalla prima sessione del luglio 2009 ad oggi, gli attuali 73 eurodeputati italiani hanno partecipato al 79,55% dei voti per appello nominale – uno dei parametri più importanti utilizzati dall’organizzazione VoteWatch per misurare l’impegno dei parlamentari a Strasburgo e Bruxelles. Con l’Austria nettamente in testa al 91,12%, l’Italia si fa superare da tutti i grandi paesi, a cominciare dalla Germania, i cui parlamentari hanno partecipato al 86,78% delle votazioni. Solo ciprioti, greci, lituani emaltesi fanno peggio. Sui 766 deputati europei di 28 paesi, sono ben 17 gli italiani oltre il 700esimo posto. Tra quelli che hanno completato tutta la legislatura, in alta classifica c’è Sergio Silvestris, settimo con il 98,21% dei voti per appello nominale, mentre il peggiore è Ciriaco De Mita, 753esimo con appena il 49,23%. LA QUALITÀ «La quantità non fa la qualità», spiega un funzionario europeo, che da oltre 20 anni osserva gli europarlamentari italiani. Se c’è stato «unmiglioramento» in termini di presenza alla “plenaria”, le buone intenzioni espresse cinque anni fa non sono state rispettate. I dati di VoteWatch sulle diverse attività degli europarlamentari – oltre al numero di voti per appello nominale, ci sono i rapporti, i pareri, gli emendamenti e le interrogazioni – aiutano a capire perché l’Italia conta meno di altri in un’assemblea sempre più importante per la vita dei cittadini.  Il segretario della Lega, Matteo Salvini, si piazza al 640esimo posto, superando l’ex aspirante candidato a sindaco di Napoli del Pd, Adrea Cozzolino (687esimo), e l’intramontabile Clemente Mastella (751esimo). Magdi Cristiano Allam, leader del partitino Io Amo l’Italia, ama molto meno rappresentare l’Italia in Europa: con il 75,99% dei voti arriva al 638esimo posto. L’ex anchorman del TG1 David Sassoli è 613esimo, nonostante il suo incarico di capo-delegazione del PD. Fanno molto meglio altre ex star della televisione: Iva Zanicchi occupa la posizione 89, Barbara Matera la 211 e Elisabetta Gardini la 214. L’ex leader della Cgli, Sergio Cofferati, è invece al 104esimo posto. Il filosofo Gianni Vattimo, che avrebbe voluto ricandidarsi con il Movimento 5 Stelle prima di incappare nel veto di Beppe Grillo, è 699esimo. Gli impegni locali, spesso, fanno crollare la presenza: Francesca Balzani del Pd, diventata assessore al bilancio del comune di Milano, è al 678esimo posto con il 69,95% di voti per appello nominale.