LIGONCHIO, IVA ZANICCHI AL COSTANZO SHOW

«Ho restaurato il campanile di Vaglie, nemmeno grazie»
LIGONCHIO. Il campanile della chiesa di Vaglie è stato protagonista domenica sera del Maurizio Costanzo Show, storica trasmissione Mediaset. Tra gli ospiti, Iva Zanicchi, che ha raccontato la…
LIGONCHIO. Il campanile della chiesa di Vaglie è stato protagonista domenica sera del Maurizio Costanzo Show, storica trasmissione Mediaset. Tra gli ospiti, Iva Zanicchi, che ha raccontato la vicenda del campanile di Vaglie.
«La beneficenza – ha detto l’Aquila di Ligonchio – bisogna saperla fare. La mia mamma diceva sempre che se la fai la devi fare in segreto, senza sbandierarlo. Io ho commesso un peccato mortale: in una trasmissione, una volta, mi sono permessa di dire in diretta che avrei regalato a una famiglia in difficoltà 10 mila euro e mi hanno detto che l’avevo fatto per farmi pubblicità, ma era una cosa che mi era venuta d’impeto. Ho anche regalato il campanile al mio paese natale, e non mi hanno neanche messo una targhetta grossa così», ha spiegato con un e gesto della mano, in tono divertito. «Il paese dove sono nata, Vaglie, piccola frazione di Ligonchio dove erano nati anche i miei genitori, aveva il campanile che era crollato a seguito del terremoto del 1920, e la mia mamma diceva sempre che se avesse vinto al Lotto lo avrebbe voluto restaurare. Io, che nella vita sono stata fortunata e si può quasi dire che abbia vinto davvero al Lotto, l’ho pagato e non gliene è fregato niente a nessuno. Le campane erano state donate dalla fonderia di Castelnovo Monti. In paese ormai non ci vive quasi più nessuno, però ho sempre pensato che il campanile ci voleva. Sarà il paese dove andrò al cimitero, facendo le corna e tra mille

anni». Iva ha regalato la verve e la simpatia che l’hanno resa famosa, e ha concluso proprio sul tema dello spopolamento del crinale: «Ormai non c’è più nessuno, le montagne in Italia sono sempre più abbandonate, ma prima o poi sono sicura che la gente ritornerà a viverci». (l.t.)

MAURIZIO COSTANZO SHOW: IL 15 MAGGIO 2016 OSPITI IVA ZANICCHI

Le anticipazioni sulle interviste della seconda puntata, in onda domenica su Rete 4

Iva Zanicchi: ”Da ‘Bella ciao’ a ‘Ok il prezzo è giusto’. E quelle foto osé su Playboy”

Nonostante i tre festival di Sanremo vinti, Iva Zanicchi è diventata famosa al grande pubblico soprattutto grazie al programma televisivo “Ok il prezzo è giusto”. “Moltissimi giovani mi fermano per strada perché sono cresciuti guardando la trasmissione con le loro nonne”. Dai tour in Unione sovietica sotto Breznev e nelle feste dell’Unità, fino alla politica con Silvio Berlusconi: “Sembrava re Mida e mi ha convinta, ma io avevo una passione per il leader Cgil Luciano Lama”
(di Francesco Gilioli e Antonio Nasso)

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/telegattoni-iva-zanicchi–da-bella-ciao-a-ok-il-prezzo-e-giusto-e-quelle-foto-ose-su-playboy/238219/238057?ref=HRESS-1

Ecco il video del Padre Nostro di Iva Zanicchi feat. Papa Francesco

Un’immagine del video che ritrae Iva Zanicchi in studio di registrazione

Il brano è contenuto nella nuova raccolta ‘Padre Nostro’, uscita a inizio aprile per Lungomare e distribuita da Universal. Iva Zanicchi lo presenterà per la prima volta in tv a ‘I Fatti Vostri’ domani, 22 aprile, e a ‘La Vita in Diretta’ mercoledì 27 aprile.

Iva Zanicchi confessa il suo sogno: “Voglio tornare a Sanremo”

Standing ovation per la cantante intervistata da Bartoletti

Amministrative 2016 a Milano, i «Vip» in campo per Beppe Sala e Stefano Parisi

Mancano meno di due mesi alle Elezioni Comunali 2016 Milano. Anche alle Amministrative del post-Pisapia ci saranno diverse persone famose presenti nelle liste civiche dei principali candidati sindaci alle Elezioni Comunali 2016. Tra i nomi più celebri circola la candidatura di Iva Zanicchi, mentre Linus sembra aver rinunciato a partecipare alle elezioni 2016.

I CANDIDATI FAMOSI IN LISTA PER BEPPE SALA E STEFANO PARISI

Questa tornata di amministrative a Milano non avrà lo stesso appeal delle passate consultazioni. La disaffezione degli italiani alla politica si è fatta sentire anche nel capoluogo lombardo, così che la presenza di Vip nelle liste elettorali è un po’ meno rilevante rispetto al passato. Come racconta il Corriere della Sera anche alle Elezioni Amministrative 2016 ci saranno però diverse personalità di spicco che renderanno più interessante la campagna per la guida di Milano. Philippe Daverio, storico assessore alla Cultura dell’unica giunta leghista nella storia cittadine e nome piuttosto famoso per le sue trasmissioni TV, tornerà al fianco di Stefano Parisi nella sua civica.

1 / 3 — ANSA / MATTEO BAZZI Elezioni Milano 2016
LINUS, IVA ZANICCHI E GLI ALTRI VIP EVOCATI PER LE AMMINISTRATIVE A MILANO

Philippe Daverio non è l’unico nome notte al piccolo schermo che potrebbe correre alle Comunali di Milano. Nell’articolo di Andrea Senesi per il Corriere della Sera si ipotizza la candidatura di Iva Zanicchi, cantante e nota conduttrice TV, in passato eletta anche al Parlamento europeo nelle fila di Forza Italia e del Popolo della Libertà. Iva Zanicchi starebbe riflettendo su una candidatura nella lista di Forza Italia. Il noto conduttore radiofonico Linus, direttore artistico di Radio Deejay, potrebbe ancora candidarsi con Beppe Sala, che ha sostenuto pubblicamente alle primarie del centrosinistra.

Iva Zanicchi: vi racconto la mia amicizia con Ungaretti e Buzzati

Iva ZanicchiIva Zanicchi

Iva Zanicchi mi risponde subito al cellulare. E’ in automobile, insieme con Corinne Clery e Barbara Bouchet. Da alcuni mesi portano in tournée una commedia brillante, “Tre donne in cerca di guai”, del francese Chevret per la regia di Anselmo Nicasio: impersonano un terzetto di signore di mezza età che reagiscono con verve alle delusioni della vita.

E Iva si diverte moltissimo, lei che di verve ne ha a iosa e di delusioni invece non ne ha avute poi troppe rispetto al successo ottenuto. Una vita di record e di affermazioni, la sua: dalla vittoria, unica donna, a tre festival di Sanremo al concerto al Madison Square Garden, prima italiana a calcare quel palco; dall’exploit in televisione come conduttrice di lungo corso (chi non ricorda “Ok, il prezzo è giusto” su Canale 5) all’esperienza politica come parlamentare europea prima con Forza Italia, in seguito con il Popolo delle Libertà.

zanicchi teatro 3 donne in cerca di guai                                                 Iva Zanicchi con Corinne Clery e Barbara Bouchet a teatro

Signora Zanicchi, in tanto lunga e articolata carriera la lettura trova posto?
“Certo. Le dirò di più: è il mio passatempo preferito. Però ora un po’ meno, perché la vista non mi aiuta. E non mi dica di ricorrere agli audiolibri. Non sono la stessa cosa rispetto a un volume da sfogliare, da usare e usurare, magari tornando indietro di qualche pagina per fissare meglio un concetto, un passaggio della trama”.
Quando è diventata lettrice forte?
“Da bambina. Con tutte le difficoltà che in questo campo mi ha imposto la mia impareggiabile infanzia. Ligonchio, il paesino di montagna dove sono nata, non aveva mica librerie o biblioteche. Mi accontentavo dei libri che avevamo in casa. Pochi. Sicché li ripassavo infinite volte. Quello sugli animali lo conoscevo a memoria. Idem Il Vangelo. E poi le gesta dei Crociati nella Gerusalemme Liberata. A Ligonchio la mandavano a memoria e poi la recitavano in piazza. E nel bagaglio di questa cultura orale c’era anche l’Inferno di Dante. Un amico di mio padre non ne tralasciava una parola. Lo declamava, tutto a mente”.
Ma avrà anche scoperto la narrativa.
“Girando di casa in casa. Una mia amica mi prestò Via col vento. Avevo nove anni, lo lessi tutto d’un fiato. Una vecchietta mi dava i romanzi di Liala e di Carolina Invernizio. Che effetto mi fece Il bacio di una morta…Poi ho scoperto la letteratura americana e me ne sono innamorata: Hemingway, Steinbeck. E Pirandello. E D’Annunzio, il grande D’Annunzio negli anni Sessanta oscurato perché tacciato di essere fascista. Che stupidaggine quando l’ideologia politica affibbia etichette e se non sei della parte dominante su di te cala il sipario”.

Iva Zanicchi al festival di Sanremo 1969                                                  Sul palcoscenico di Sanremo nel 1969

Veniamo a tempi più recenti.
“Ho amato Umberto Eco de Il nome della rosa, ma non ho finito di leggere Il pendolo di Focault. Mi intrigano Camilleri, Ken Follett, Faletti”.
Lei ha dedicato una canzone a Ungaretti.
“Sì, e l’ho conosciuto bene, frequentandolo un’intera settimana a Salsomaggiore Terme, in occasione del premio per la regia televisiva. Un poeta bambino lo definirei, tanto mi parve candido. Era il 1970, qualche mese dopo morì”.
Nella swinging Milano degli anni Settanta c’era l’occasione di altri incontri.
“Era l’ombelico del mondo. Buzzati lo conobbi in un salotto bene, quando frequentava la libreria-galleria Cortina, dove poi espose molte sue opere. Era un affascinante affabulatore. E ricordo le serate con Mario Luzi, con De Chirico, con Carlo Bo, al quale mi legò una cordiale amicizia durata anni”.
Dove ha sistemato le sua libreria l’Aquila di Ligonchio?
“Non esiste una mia dimora senza libri. Mi sembrerebbe spoglia. C’è una libreria nella casa di montagna e due in quella di città, una ufficiale e un’altra più intima”.
Intima? Si spieghi.
“E’ nel salottino attiguo alla mia camera da letto. Ci sono i volumi ai quali sono più attaccata. Un certo periodo non facevo che leggere le biografie di regine e donne famose, dalla Callas a Caterina di Russia”.

zanicchi polenta di castagne
Ma ci sono anche i libri firmati da Iva Zanicchi. Il primo, Polenta di castagne, è stato un successo.
“Mi ha dato tanta soddisfazione. Ha avuto critiche positive, come quella di Aldo Grasso, mi ha fatto vincere il Premio Alghero Donna, ha venduto 120 mila copie. Un libro autobiografico: narra delle donne della mia famiglia, povera ma orgogliosa come poteva esserlo un nucleo dell’Appennino tosco-emiliano negli anni Cinquanta. I miei nonni erano immigrati, la vita era stenti e fame, combattuta appunto con la farina delle castagne locali. All’improvviso, nel decennio successivo, la svolta: partecipai a Castrocaro, agguantai il successo”.
Ha scritto anche altro.
“Con il secondo libro, I prati di Sara, ho voluto tentare il romanzo. Beh, ho peccato di presunzione, e allora i critici mi hanno castigato per aver osato troppo. Ora sono tornata all’autobiografia per il terzo mio titolo, in praparazione: l’infanzia, la guerra, l’avvio come cantante, l’affermazione. Fino all’avventura in politica”.
Lei ha una figlia. Che cosa le ha fatto leggere da bambina e che cosa vorrebbe che leggessero anche oggi i piccoli?
“Pinocchio. E’ bellissimo, una storia di formazione piena di poesia e schiettezza. Ma non mi stancherei di ripetere ai ragazzi: prendete in mano un libro il più possibile. E lasciate un po’ da parte cellulari e internet. E dopo aver letto, tornate a scrivere lettere”.