Iva Zanicchi: ”Da ‘Bella ciao’ a ‘Ok il prezzo è giusto’. E quelle foto osé su Playboy”

Nonostante i tre festival di Sanremo vinti, Iva Zanicchi è diventata famosa al grande pubblico soprattutto grazie al programma televisivo “Ok il prezzo è giusto”. “Moltissimi giovani mi fermano per strada perché sono cresciuti guardando la trasmissione con le loro nonne”. Dai tour in Unione sovietica sotto Breznev e nelle feste dell’Unità, fino alla politica con Silvio Berlusconi: “Sembrava re Mida e mi ha convinta, ma io avevo una passione per il leader Cgil Luciano Lama”
(di Francesco Gilioli e Antonio Nasso)

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/telegattoni-iva-zanicchi–da-bella-ciao-a-ok-il-prezzo-e-giusto-e-quelle-foto-ose-su-playboy/238219/238057?ref=HRESS-1

Ecco il video del Padre Nostro di Iva Zanicchi feat. Papa Francesco

Un’immagine del video che ritrae Iva Zanicchi in studio di registrazione

Il brano è contenuto nella nuova raccolta ‘Padre Nostro’, uscita a inizio aprile per Lungomare e distribuita da Universal. Iva Zanicchi lo presenterà per la prima volta in tv a ‘I Fatti Vostri’ domani, 22 aprile, e a ‘La Vita in Diretta’ mercoledì 27 aprile.

Iva Zanicchi confessa il suo sogno: “Voglio tornare a Sanremo”

Standing ovation per la cantante intervistata da Bartoletti

Amministrative 2016 a Milano, i «Vip» in campo per Beppe Sala e Stefano Parisi

Mancano meno di due mesi alle Elezioni Comunali 2016 Milano. Anche alle Amministrative del post-Pisapia ci saranno diverse persone famose presenti nelle liste civiche dei principali candidati sindaci alle Elezioni Comunali 2016. Tra i nomi più celebri circola la candidatura di Iva Zanicchi, mentre Linus sembra aver rinunciato a partecipare alle elezioni 2016.

I CANDIDATI FAMOSI IN LISTA PER BEPPE SALA E STEFANO PARISI

Questa tornata di amministrative a Milano non avrà lo stesso appeal delle passate consultazioni. La disaffezione degli italiani alla politica si è fatta sentire anche nel capoluogo lombardo, così che la presenza di Vip nelle liste elettorali è un po’ meno rilevante rispetto al passato. Come racconta il Corriere della Sera anche alle Elezioni Amministrative 2016 ci saranno però diverse personalità di spicco che renderanno più interessante la campagna per la guida di Milano. Philippe Daverio, storico assessore alla Cultura dell’unica giunta leghista nella storia cittadine e nome piuttosto famoso per le sue trasmissioni TV, tornerà al fianco di Stefano Parisi nella sua civica.

1 / 3 — ANSA / MATTEO BAZZI Elezioni Milano 2016
LINUS, IVA ZANICCHI E GLI ALTRI VIP EVOCATI PER LE AMMINISTRATIVE A MILANO

Philippe Daverio non è l’unico nome notte al piccolo schermo che potrebbe correre alle Comunali di Milano. Nell’articolo di Andrea Senesi per il Corriere della Sera si ipotizza la candidatura di Iva Zanicchi, cantante e nota conduttrice TV, in passato eletta anche al Parlamento europeo nelle fila di Forza Italia e del Popolo della Libertà. Iva Zanicchi starebbe riflettendo su una candidatura nella lista di Forza Italia. Il noto conduttore radiofonico Linus, direttore artistico di Radio Deejay, potrebbe ancora candidarsi con Beppe Sala, che ha sostenuto pubblicamente alle primarie del centrosinistra.

Iva Zanicchi: vi racconto la mia amicizia con Ungaretti e Buzzati

Iva ZanicchiIva Zanicchi

Iva Zanicchi mi risponde subito al cellulare. E’ in automobile, insieme con Corinne Clery e Barbara Bouchet. Da alcuni mesi portano in tournée una commedia brillante, “Tre donne in cerca di guai”, del francese Chevret per la regia di Anselmo Nicasio: impersonano un terzetto di signore di mezza età che reagiscono con verve alle delusioni della vita.

E Iva si diverte moltissimo, lei che di verve ne ha a iosa e di delusioni invece non ne ha avute poi troppe rispetto al successo ottenuto. Una vita di record e di affermazioni, la sua: dalla vittoria, unica donna, a tre festival di Sanremo al concerto al Madison Square Garden, prima italiana a calcare quel palco; dall’exploit in televisione come conduttrice di lungo corso (chi non ricorda “Ok, il prezzo è giusto” su Canale 5) all’esperienza politica come parlamentare europea prima con Forza Italia, in seguito con il Popolo delle Libertà.

zanicchi teatro 3 donne in cerca di guai                                                 Iva Zanicchi con Corinne Clery e Barbara Bouchet a teatro

Signora Zanicchi, in tanto lunga e articolata carriera la lettura trova posto?
“Certo. Le dirò di più: è il mio passatempo preferito. Però ora un po’ meno, perché la vista non mi aiuta. E non mi dica di ricorrere agli audiolibri. Non sono la stessa cosa rispetto a un volume da sfogliare, da usare e usurare, magari tornando indietro di qualche pagina per fissare meglio un concetto, un passaggio della trama”.
Quando è diventata lettrice forte?
“Da bambina. Con tutte le difficoltà che in questo campo mi ha imposto la mia impareggiabile infanzia. Ligonchio, il paesino di montagna dove sono nata, non aveva mica librerie o biblioteche. Mi accontentavo dei libri che avevamo in casa. Pochi. Sicché li ripassavo infinite volte. Quello sugli animali lo conoscevo a memoria. Idem Il Vangelo. E poi le gesta dei Crociati nella Gerusalemme Liberata. A Ligonchio la mandavano a memoria e poi la recitavano in piazza. E nel bagaglio di questa cultura orale c’era anche l’Inferno di Dante. Un amico di mio padre non ne tralasciava una parola. Lo declamava, tutto a mente”.
Ma avrà anche scoperto la narrativa.
“Girando di casa in casa. Una mia amica mi prestò Via col vento. Avevo nove anni, lo lessi tutto d’un fiato. Una vecchietta mi dava i romanzi di Liala e di Carolina Invernizio. Che effetto mi fece Il bacio di una morta…Poi ho scoperto la letteratura americana e me ne sono innamorata: Hemingway, Steinbeck. E Pirandello. E D’Annunzio, il grande D’Annunzio negli anni Sessanta oscurato perché tacciato di essere fascista. Che stupidaggine quando l’ideologia politica affibbia etichette e se non sei della parte dominante su di te cala il sipario”.

Iva Zanicchi al festival di Sanremo 1969                                                  Sul palcoscenico di Sanremo nel 1969

Veniamo a tempi più recenti.
“Ho amato Umberto Eco de Il nome della rosa, ma non ho finito di leggere Il pendolo di Focault. Mi intrigano Camilleri, Ken Follett, Faletti”.
Lei ha dedicato una canzone a Ungaretti.
“Sì, e l’ho conosciuto bene, frequentandolo un’intera settimana a Salsomaggiore Terme, in occasione del premio per la regia televisiva. Un poeta bambino lo definirei, tanto mi parve candido. Era il 1970, qualche mese dopo morì”.
Nella swinging Milano degli anni Settanta c’era l’occasione di altri incontri.
“Era l’ombelico del mondo. Buzzati lo conobbi in un salotto bene, quando frequentava la libreria-galleria Cortina, dove poi espose molte sue opere. Era un affascinante affabulatore. E ricordo le serate con Mario Luzi, con De Chirico, con Carlo Bo, al quale mi legò una cordiale amicizia durata anni”.
Dove ha sistemato le sua libreria l’Aquila di Ligonchio?
“Non esiste una mia dimora senza libri. Mi sembrerebbe spoglia. C’è una libreria nella casa di montagna e due in quella di città, una ufficiale e un’altra più intima”.
Intima? Si spieghi.
“E’ nel salottino attiguo alla mia camera da letto. Ci sono i volumi ai quali sono più attaccata. Un certo periodo non facevo che leggere le biografie di regine e donne famose, dalla Callas a Caterina di Russia”.

zanicchi polenta di castagne
Ma ci sono anche i libri firmati da Iva Zanicchi. Il primo, Polenta di castagne, è stato un successo.
“Mi ha dato tanta soddisfazione. Ha avuto critiche positive, come quella di Aldo Grasso, mi ha fatto vincere il Premio Alghero Donna, ha venduto 120 mila copie. Un libro autobiografico: narra delle donne della mia famiglia, povera ma orgogliosa come poteva esserlo un nucleo dell’Appennino tosco-emiliano negli anni Cinquanta. I miei nonni erano immigrati, la vita era stenti e fame, combattuta appunto con la farina delle castagne locali. All’improvviso, nel decennio successivo, la svolta: partecipai a Castrocaro, agguantai il successo”.
Ha scritto anche altro.
“Con il secondo libro, I prati di Sara, ho voluto tentare il romanzo. Beh, ho peccato di presunzione, e allora i critici mi hanno castigato per aver osato troppo. Ora sono tornata all’autobiografia per il terzo mio titolo, in praparazione: l’infanzia, la guerra, l’avvio come cantante, l’affermazione. Fino all’avventura in politica”.
Lei ha una figlia. Che cosa le ha fatto leggere da bambina e che cosa vorrebbe che leggessero anche oggi i piccoli?
“Pinocchio. E’ bellissimo, una storia di formazione piena di poesia e schiettezza. Ma non mi stancherei di ripetere ai ragazzi: prendete in mano un libro il più possibile. E lasciate un po’ da parte cellulari e internet. E dopo aver letto, tornate a scrivere lettere”.

Ecco Barbara, Iva e Corinne tre icone di nuovo in giocoEcco Barbara, Iva e Corinne tre icone di nuovo in gioco

Un brillante trio “en rose”. L’aquila di Ligonchio, la regina bionda della commedia sexy all’italiana e l’icona del film erotico “Histoire d’O”. Hanno fatto sognare generazioni di spettatori, ognuna a modo suo. Oggi Iva Zanicchi, Barbara Bouchet e Corinne Cléry raccolgono consensi e risate a teatro con “Tre donne in cerca di guai”, adattamento della commedia di Jean-Marie Chevret “Les amazones”, in scena giovedì 4 dalle 17.30 al Delle Palme, in via Vetriera a Chiaia, con la regia di Nicasio Anzelmo (repliche fino a domenica 7, biglietti da 23 a 35 euro, info 081 410 4486).

“Torniamo a Napoli, dove abbiamo debuttato con lo spettacolo un anno fa, ma stavolta abbiamo una marcia in più”, sorride la Cléry. Le fa eco la Zanicchi: “Eravamo partite su una Cinquecento, adesso viaggiamo a bordo di una Ferrari. Con Corinne e Barbara si è creata una complicità che va al di là del rapporto di lavoro. Gli spettatori l’avvertono”. Aggiunge la Bouchet: “Abbiamo appena festeggiato la centesima replica. Vogliamo confrontarci di nuovo con il pubblico partenopeo, il più intransigente d’Italia. Ovvio che a Napoli sia così, con un bagaglio culturale ricco di nomi illustri come De Filippo, Totò, Troisi…”.
Il trio “en rose”. L’aquila di Ligonchio, la regina bionda della commedia sexy all’italiana e l’icona del film erotico “Histoire d’O”
La commedia è applaudita in Francia da diverse stagioni. “Ho visto per la prima volta lo spettacolo a Parigi nove anni fa – racconta la Cléry – e ne ho acquistato i diritti. Non è stato facile realizzare il giusto adattamento per l’Italia perché affronta argomenti considerati ancora tabù, come la solitudine vissuta da donne non più giovani e l’omosessualità. Mi è sempre piaciuto, però, rompere gli schemi. L’importante è farlo con eleganza.

Dopo il successo di “Histoire d’O”, per esempio, mi fu proposto di girare il sequel ma rifiutai. Non volevo che diventasse una saga, tipo “Emmanuelle””. Problemi con il proprio corpo? “Mai avuti. Lo dimostrerò al cinema quest’anno con il thriller “Oltre la nebbia” di Giuseppe Varlotta, dove sarò anche al centro di una scena audace ma girata con stile”.

Altra bomba di fascino e seduzione, la Bouchet: “Nello spettacolo ho un ruolo adatto alla mia età. È la direzione che vorrei seguire per i miei progetti futuri. Non rinnego il passato, anzi sono contenta di aver interpretato tante commedie sexy negli anni Settanta. In quei film non c’era volgarità, lo riconosce soprattutto il pubblico femminile: “Barbara – mi dicono – eri sempre nuda, ma che classe”. All’epoca la critica mi massacrava, oggi invece quelle pellicole sono state rivalutate. Persino Martin Scorsese, sul set di “Gangs of New York”, mi ha accolto con un baciamano: “Signora Bouchet, sa che ho visto tutti i suoi film?”. Non credevo alle mie orecchie”.

A far da collante alle vicende di “Tre donne in cerca di guai” è la Zanicchi, che spiega: “Per me è quasi un debutto. Ho avuto una breve esperienza teatrale nel 1974, al fianco di Walter Chiari e Carlo Campanini. Mi piace questa nuova avventura, mi diverto e cerco di far ridere. Non sono un’attrice di professione, ho recitato solo nella fiction “Caterina e le sue figlie” con l’indimenticabile Virna Lisi. Naturalmente sul palcoscenico i ritmi sono diversi. Il contatto con il pubblico è diretto”.

Non c’è nulla di autobiografico nei ruoli che interpretano nello spettacolo, assicurano le tre protagoniste:

“Con i nostri personaggi siamo proprio agli antipodi”. Sogni nel cassetto? “Un film diretto da Ferzan Özpetek”, rispondono la Cléry e la Bouchet. “Vorrei condurre una trasmissione tv dedicata alla musica. Il progetto è pronto – annuncia la Zanicchi – ma attendo l’ok dai vertici Mediaset. Intanto mi godo il successo a teatro, ho ricevuto altre proposte interessanti. È questa la mia nuova dimensione”.

(Fonte: Repubblica)

Iva Zanicchi: “Sempre fedele a Silvio Berlusconi. Matteo Renzi mi piace, è comunista come me, ossia zero”

Oltre a essere mamma, moglie, cantante, attrice e presentatrice, il suo passato vanta anche un’esperienza da europarlamentare. In un’intervista a Libero, Iva Zanicchi parla del suo rapporto con Forza Italia, giurando di aver chiuso definitivamente con la carriera politica. Con il premier Renzi, invece, sente di avere alcune affinità:

“Renzi è agevolato rispetto a Berlusconi. Ha un vantaggio su Silvio: questo è un Paese in cui la destra non può governare perché avrebbe tutti contro: la piazza, l’opposizione. La sinistra all’opposizione dice no a tutto. Renzi è comunista come me, ossia zero. Ma è giusto che governi la sinistra se no è il caos”.

Sul perché Berlusconi non faccia opposizione, la Zanicchi risponde:

“Chi lo conosce sa che è un uomo del fare: se la sinistra fa una cosa buona, lui di certo non si oppone. Renzi ha serpi in seno, parlo dei vecchi comunisti. Comunque si, lo ammetto, mi piace: ha grinta, voglia. Silvio l’ho stimato e gli sarò fedele fino alla morte anche se non se lo meriterebbe. Mi riferisco al “contorno” di Forza Italia, non a lui. Non mi hanno trattato bene, con la politica ho chiuso.

Sulla “seconda linea” di Forza Italia, la Zanicchi riprende:

Le racconto un episodio davanti ai cancelli di Arcore: c’erano migliaia di persone che aspettavano il Presidente ma lui non poteva uscire, non poteva parlare perché aspettava una sentenza. La gente fremeva. C’erano i “papaveroni del partito”, Toti, la Gelmini. D’istinto, senza autorizzazione, per tenere buona la gente sono salita sul palco. Non ho fatto un discorso politico, ho parlato del più e del meno. Bene, una signora di Forza Italia ha riferito a Berlusconi: Presidente, è meglio che esca perché la Zanicchi sta facendo Ok il prezzo è giusto. E lui: “Non parlate male di Iva. La politica è il regno della gelosia e dell’invidia”.

Come lei, anche altri personaggi del mondo della televisione hanno prestato il loro volto, negli anni, alla causa politica. Su Milano e il corteggiamento che il presentatore Paolo Del Debbio ha ricevuto riguardo alla sedia di sindaco, la Zanicchi commenta:

“A Milano metterei una donna. Io sarei un ottimo sindaco ma non lo farei nemmeno se mi venissero a prendere con una carrozza d’oro. La Santanchè sarebbe perfetta a Palazzo Marino. Ha le palle. Ma adesso basta, non voglio più parlare di politica. A Silvio voglio bene. A Berlusconi ho dato tanto ma ho anche ricevuto, non mi posso lamentare”.

C’è spazio anche per parlare della carriera artistica. Iva Zanicchi non risparmia critiche nei confronti della kermesse canora che tra pochi giorni andrà in scena in occasione del Festival di Sanremo. Sul fatto che Carlo Conti non abbia comunicato l’ intenzione di invitarla come super ospite sul palco, afferma:

“Carlo è un amico, abbiamo condotto insieme Domenica In.In fondo sono ancora l’unica che ha vinto tre Festival. Ma forse è meglio non andare, penso di avere ancora addosso l’alone della donna di destra, dell’artista berlusconiana. E Sanremo è un covo di sinistra, più che Festival di Sanremo è un Festival dell’Unità. Conti meno, lui è popolare ma in generale lo spettacolo è dominato dalla sinistra”.

Alla domanda “Iva, chi è la sua erede?”, la Zanicchi risponde:

“Non c’è. Mi trovi una che balla, canta e recita. Nessuna mi imita, imitano tutte Mina, ci troviamo con mille Mine. Ma meglio così. Di Iva ce n’è solo una”.

CODIGORO Un trio di successo in cerca di guai

Apprezzata serata, sul palco le mattatrici Zanicchi, Clery e Bouchet

Un trio di donne, arrivate a metà cammino della propria vita, tutte, per un motivo o per un altro deluse dalle cose della vita, ma unite da profonda e sincera amicizia, hanno dato vita alla commedia che sabato ha aperto la stagione teatrale codigorese e riempito il Teatro Arena.

Barbara Bouchet, Corinne Clery e la straordinaria partecipazione di Iva Zanicchi, che dal pubblico codigorese ha ricevuto una “razione” extra di calorosi applausi, anche per alcune digressioni canore di un paio di suoi successi degli anni passati, hanno portato sul palco “Tre donne in cerca di guai”, per la regia di Nicasio Anzelmo che ha adattato Les Amazones del noto autore francese Jean Marie Chevret. Tre amazzoni che decidono di vivere sotto lo stesso tetto per superare le delusioni della vita e trovare un nuovo slancio. Una grande casa, a due passi dalla Tour Eiffel, stando alla scenografia, dove oltre alle tre donne, la neo divorziata dopo trent’anni di matrimonio (Zanicchi), l’animatrice dei club vacanze licenziata (Clery), la manager che ha sacrificato la vita sentimentale (Bouchet), arrivano a sconvolgere e poi far tornare nei binari della quotidianità, anche se forse un po’ fuori dall’ordinario, ma in linea con i tempi, due uomini: uno studente fuoricorso gay (Giovanni Di Leonardo) e il giovane, aitante, anche troppo, notaio (Nicola Paduano). Una commedia in cui l’ironia non abbonda, ma il pubblico apprezza.