“Selfie”, Simona Ventura torna con Belen e Iva Zanicchi

Da lunedì 8 maggio in prima serata su Canale 5: confermata Tina Cipollari

"Selfie", Simona Ventura torna con Belen e Iva Zanicchi

Un altro “Selfie” per Simona Ventura. Non sui social ma in tv. La conduttrice torna infatti al timone del programma da lunedì 8 maggio in prima serata su Canale 5. Come anticipa “Tv Sorrisi e Canzoni” è stata confermata Tina Cipollari ma sono ben due le new entry: Belen Rodriguez e Iva Zanicchi.

La Ventura torna a occuparsi delle persone in difficoltà (psicologiche o piccoli difetti fisici) con una squadra tutta nuova, a partire dalla showgirl argentina e dalla cantante. Le sorprese sono dietro l’angolo.

“Ok il prezzo è giusto”, reunion tra Iva Zanicchi e Ana Laura Ribas in tv

A “Pomeriggio Cinque” la presentatrice e lʼex valletta hanno ripercorso i momenti più belli della trasmissione cult

"Ok il prezzo è giusto", reunion tra Iva Zanicchi e Ana Laura Ribas in tv

Dal 1999 Iva Zanicchi e Ana laura Ribas non si vedevano insieme in tv. La presentatrice e l’ex valletta sono state infatti le protagoniste indiscusse della trasmissione Mediaset “Ok il prezzo il giusto“. A organizzare la reunion è stataBarbara d’Urso che ha preparato una sorpresa alla cantante a “Pomeriggio Cinque“. Quando Iva ha visto Ana Laura è balzata dalla sedia, ed è stato subito un tuffo nel passato. Con gli occhi lucidi.

Mentre scorrevano le immagini degli anni 90, le due si sono lasciate andare a ricordi, risate e anche qualche momento di malinconia. Per ben 14 anni la Zanicchi e la Ribas sono entrate tutti i giorni nelle case degli italiani con il famoso ritornello “Cento, cento, cento…” che è diventato una sorta di tormentone. E che la showgirl brasiliana – che proprio a Tgcom24 ha confessato il desiderio di riproporre la trasmissione – non ha perso l’occasione di urlare alla fine del servizio. Coinvolgendo il pubblico in un divertente battimani.

“Ok il prezzo è giusto”, ritorno al passato

Iva Zanicchi, la grande cantante ed ex deputato al Parlamento europeo di Strasburgo, per la prima volta mostra la sua casa in Sardegna, annunciando

VI INVITO NELLA MIA VILLA IN COSTA SMERALDA PER DIRVI CHE DIVENTERO’ UNA STELLA DEL CINEMA.

Dopo quella di cantante e quella di politica, ho deciso di dare il via alla mia terza vita: quella di attrice. Anche se in TV ho già provato a recitare, temo il giudizio del pubblico.

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LIGONCHIO, IVA ZANICCHI AL COSTANZO SHOW

«Ho restaurato il campanile di Vaglie, nemmeno grazie»
LIGONCHIO. Il campanile della chiesa di Vaglie è stato protagonista domenica sera del Maurizio Costanzo Show, storica trasmissione Mediaset. Tra gli ospiti, Iva Zanicchi, che ha raccontato la…
LIGONCHIO. Il campanile della chiesa di Vaglie è stato protagonista domenica sera del Maurizio Costanzo Show, storica trasmissione Mediaset. Tra gli ospiti, Iva Zanicchi, che ha raccontato la vicenda del campanile di Vaglie.
«La beneficenza – ha detto l’Aquila di Ligonchio – bisogna saperla fare. La mia mamma diceva sempre che se la fai la devi fare in segreto, senza sbandierarlo. Io ho commesso un peccato mortale: in una trasmissione, una volta, mi sono permessa di dire in diretta che avrei regalato a una famiglia in difficoltà 10 mila euro e mi hanno detto che l’avevo fatto per farmi pubblicità, ma era una cosa che mi era venuta d’impeto. Ho anche regalato il campanile al mio paese natale, e non mi hanno neanche messo una targhetta grossa così», ha spiegato con un e gesto della mano, in tono divertito. «Il paese dove sono nata, Vaglie, piccola frazione di Ligonchio dove erano nati anche i miei genitori, aveva il campanile che era crollato a seguito del terremoto del 1920, e la mia mamma diceva sempre che se avesse vinto al Lotto lo avrebbe voluto restaurare. Io, che nella vita sono stata fortunata e si può quasi dire che abbia vinto davvero al Lotto, l’ho pagato e non gliene è fregato niente a nessuno. Le campane erano state donate dalla fonderia di Castelnovo Monti. In paese ormai non ci vive quasi più nessuno, però ho sempre pensato che il campanile ci voleva. Sarà il paese dove andrò al cimitero, facendo le corna e tra mille

anni». Iva ha regalato la verve e la simpatia che l’hanno resa famosa, e ha concluso proprio sul tema dello spopolamento del crinale: «Ormai non c’è più nessuno, le montagne in Italia sono sempre più abbandonate, ma prima o poi sono sicura che la gente ritornerà a viverci». (l.t.)

MAURIZIO COSTANZO SHOW: IL 15 MAGGIO 2016 OSPITI IVA ZANICCHI

Le anticipazioni sulle interviste della seconda puntata, in onda domenica su Rete 4

Iva Zanicchi: ”Da ‘Bella ciao’ a ‘Ok il prezzo è giusto’. E quelle foto osé su Playboy”

Nonostante i tre festival di Sanremo vinti, Iva Zanicchi è diventata famosa al grande pubblico soprattutto grazie al programma televisivo “Ok il prezzo è giusto”. “Moltissimi giovani mi fermano per strada perché sono cresciuti guardando la trasmissione con le loro nonne”. Dai tour in Unione sovietica sotto Breznev e nelle feste dell’Unità, fino alla politica con Silvio Berlusconi: “Sembrava re Mida e mi ha convinta, ma io avevo una passione per il leader Cgil Luciano Lama”
(di Francesco Gilioli e Antonio Nasso)

http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/telegattoni-iva-zanicchi–da-bella-ciao-a-ok-il-prezzo-e-giusto-e-quelle-foto-ose-su-playboy/238219/238057?ref=HRESS-1

Iva Zanicchi: vi racconto la mia amicizia con Ungaretti e Buzzati

Iva ZanicchiIva Zanicchi

Iva Zanicchi mi risponde subito al cellulare. E’ in automobile, insieme con Corinne Clery e Barbara Bouchet. Da alcuni mesi portano in tournée una commedia brillante, “Tre donne in cerca di guai”, del francese Chevret per la regia di Anselmo Nicasio: impersonano un terzetto di signore di mezza età che reagiscono con verve alle delusioni della vita.

E Iva si diverte moltissimo, lei che di verve ne ha a iosa e di delusioni invece non ne ha avute poi troppe rispetto al successo ottenuto. Una vita di record e di affermazioni, la sua: dalla vittoria, unica donna, a tre festival di Sanremo al concerto al Madison Square Garden, prima italiana a calcare quel palco; dall’exploit in televisione come conduttrice di lungo corso (chi non ricorda “Ok, il prezzo è giusto” su Canale 5) all’esperienza politica come parlamentare europea prima con Forza Italia, in seguito con il Popolo delle Libertà.

zanicchi teatro 3 donne in cerca di guai                                                 Iva Zanicchi con Corinne Clery e Barbara Bouchet a teatro

Signora Zanicchi, in tanto lunga e articolata carriera la lettura trova posto?
“Certo. Le dirò di più: è il mio passatempo preferito. Però ora un po’ meno, perché la vista non mi aiuta. E non mi dica di ricorrere agli audiolibri. Non sono la stessa cosa rispetto a un volume da sfogliare, da usare e usurare, magari tornando indietro di qualche pagina per fissare meglio un concetto, un passaggio della trama”.
Quando è diventata lettrice forte?
“Da bambina. Con tutte le difficoltà che in questo campo mi ha imposto la mia impareggiabile infanzia. Ligonchio, il paesino di montagna dove sono nata, non aveva mica librerie o biblioteche. Mi accontentavo dei libri che avevamo in casa. Pochi. Sicché li ripassavo infinite volte. Quello sugli animali lo conoscevo a memoria. Idem Il Vangelo. E poi le gesta dei Crociati nella Gerusalemme Liberata. A Ligonchio la mandavano a memoria e poi la recitavano in piazza. E nel bagaglio di questa cultura orale c’era anche l’Inferno di Dante. Un amico di mio padre non ne tralasciava una parola. Lo declamava, tutto a mente”.
Ma avrà anche scoperto la narrativa.
“Girando di casa in casa. Una mia amica mi prestò Via col vento. Avevo nove anni, lo lessi tutto d’un fiato. Una vecchietta mi dava i romanzi di Liala e di Carolina Invernizio. Che effetto mi fece Il bacio di una morta…Poi ho scoperto la letteratura americana e me ne sono innamorata: Hemingway, Steinbeck. E Pirandello. E D’Annunzio, il grande D’Annunzio negli anni Sessanta oscurato perché tacciato di essere fascista. Che stupidaggine quando l’ideologia politica affibbia etichette e se non sei della parte dominante su di te cala il sipario”.

Iva Zanicchi al festival di Sanremo 1969                                                  Sul palcoscenico di Sanremo nel 1969

Veniamo a tempi più recenti.
“Ho amato Umberto Eco de Il nome della rosa, ma non ho finito di leggere Il pendolo di Focault. Mi intrigano Camilleri, Ken Follett, Faletti”.
Lei ha dedicato una canzone a Ungaretti.
“Sì, e l’ho conosciuto bene, frequentandolo un’intera settimana a Salsomaggiore Terme, in occasione del premio per la regia televisiva. Un poeta bambino lo definirei, tanto mi parve candido. Era il 1970, qualche mese dopo morì”.
Nella swinging Milano degli anni Settanta c’era l’occasione di altri incontri.
“Era l’ombelico del mondo. Buzzati lo conobbi in un salotto bene, quando frequentava la libreria-galleria Cortina, dove poi espose molte sue opere. Era un affascinante affabulatore. E ricordo le serate con Mario Luzi, con De Chirico, con Carlo Bo, al quale mi legò una cordiale amicizia durata anni”.
Dove ha sistemato le sua libreria l’Aquila di Ligonchio?
“Non esiste una mia dimora senza libri. Mi sembrerebbe spoglia. C’è una libreria nella casa di montagna e due in quella di città, una ufficiale e un’altra più intima”.
Intima? Si spieghi.
“E’ nel salottino attiguo alla mia camera da letto. Ci sono i volumi ai quali sono più attaccata. Un certo periodo non facevo che leggere le biografie di regine e donne famose, dalla Callas a Caterina di Russia”.

zanicchi polenta di castagne
Ma ci sono anche i libri firmati da Iva Zanicchi. Il primo, Polenta di castagne, è stato un successo.
“Mi ha dato tanta soddisfazione. Ha avuto critiche positive, come quella di Aldo Grasso, mi ha fatto vincere il Premio Alghero Donna, ha venduto 120 mila copie. Un libro autobiografico: narra delle donne della mia famiglia, povera ma orgogliosa come poteva esserlo un nucleo dell’Appennino tosco-emiliano negli anni Cinquanta. I miei nonni erano immigrati, la vita era stenti e fame, combattuta appunto con la farina delle castagne locali. All’improvviso, nel decennio successivo, la svolta: partecipai a Castrocaro, agguantai il successo”.
Ha scritto anche altro.
“Con il secondo libro, I prati di Sara, ho voluto tentare il romanzo. Beh, ho peccato di presunzione, e allora i critici mi hanno castigato per aver osato troppo. Ora sono tornata all’autobiografia per il terzo mio titolo, in praparazione: l’infanzia, la guerra, l’avvio come cantante, l’affermazione. Fino all’avventura in politica”.
Lei ha una figlia. Che cosa le ha fatto leggere da bambina e che cosa vorrebbe che leggessero anche oggi i piccoli?
“Pinocchio. E’ bellissimo, una storia di formazione piena di poesia e schiettezza. Ma non mi stancherei di ripetere ai ragazzi: prendete in mano un libro il più possibile. E lasciate un po’ da parte cellulari e internet. E dopo aver letto, tornate a scrivere lettere”.