Iva Zanicchi armata di frusta e fucile diventa boss per l’ispettore Coliandro

L’aquila di Ligonchio reciterà in una delle quattro puntate della nuova serie Tv nata  dalla penna di Carlo Lucarelli  e diretta dai Manetti Bros

L’aquila di Ligonchio continua volare alta e, a 78 anni, ritorna sul set. Non su un set qualunque. E ancor meno con un ruolo banale.

Da questa sera, su Rai2, parte la settima stagione de “L’ispettore Coliandro” con quattro nuove attesissime puntate anche perché, in questa serie, l’ispettore Coliandro farà a botte perfino con Iva Zanicchi che, in una delle serate, farà la parte della cattiva, anzi cattivissima. Al punto di mietere vittime armata di fucile e frusta.

Un ruolo a dir poco insolito per Iva Zanicchi che pure ha una certa familiarità con la recitazione. Se sul piccolo schermo ha recitato in numerose fiction, basti citare “Caterina e le sue figlie” (1, 2 e 3), e a teatro ha più volte calcato il palcoscenico a partire dagli anni ’70 con “Tra noi” insieme a Walter Chiari e Tony Renis fino al recente “Una vita da zingara” di Giampiero Solari e Paola Galassi, anche il cinema le ha regalato soddisfazioni. Da “La notte dell’addio” (1966) diretto da Renato Borraccetti a “Una ragazza tutta d’oro (1967) per la regia di Mariano Laurenti, da “28 minuti per 3 milioni di dollari” (1967) di Maurizio Pradeaux a a “L’ultimo capodanno” (1998) di Marco Risi. Ma cattiva come con Giampaolo Morelli (l’attore che dal 2006 interpreta il celebre ispettore Coliandro nato dalla penna di Carlo Lucarelli e diretto ancora una volta dai Manetti Bros) non l’abbiamo davvero mai vista.

Una ennesima sfida quindi per l’aquila di Ligonchio che, dal punto di vita professionale, non si è fatta davvero mancare nulla, nemmeno una copertina di Playboy senza veli. Tralasciando la parentesi hard, vanno assolutamente ricordate le sue dieci partecipazioni al Festival di Sanremo, che ha vinto per ben tre volte. E se le sue comparse canore non si contano, Iva Zanicchi non si è nemmeno sottratta al ruolo di scrittrice: due i libri da lei pubblicati : “Polenta di castagne” (2001) e “Il prati di Sara” (2005).

E poi la carriera politica: alle elezioni europee del 1999 Iva Zanicchi è candidata con Forza Italia ma non riesce ad ottenere le preferenze necessarie per entrare nell’europarlamento. Alle successive elezioni europee del 2004 si candida di nuovo con Forza Italia e si attesta come prima dei non eletti per poi insediarsi nel maggio del 2008 al Parlamento europeo. Alle elezioni europee del 2009 viene rieletta deputato al Parlamento europeo per Il Popolo della Libertà, aderendo al Partito Popolare Europeo. L’unica esperienza, quella politica, sulla quale l’aquila di Ligonchio ha messo una pietra sopra.

Perché per il resto, sembra avere ancora molti colpi in canna. Nel vero senso della parola ora che apparirà addirittura armata e molto cattiva nel ruolo di boss di razza in quel misto di giallo, azione e thriller seguitissimo che è “L’ispettore Coliandro”. —

Iva Zanicchi, delusa dalla politica diventa cattiva: “Uccido a colpi di frusta e fucile”

Cantante, conduttrice ed ex eurodeputata di Forza Italia, l”Aquila di Ligonchio’ vestirà i panni di una boss spietata nella serie tv “L’ispettore Coliandro”

L’ispettore Coliandro, il protagonista dell’omonima serie tv dei Manetti Bros, tratta dai romanzi di Carlo Lucarelli, torna mercoledì su Rai2, interpretata come sempre da Giampaolo Morelli, e vede la partecipazione di tante guest star, da Claudia Gerini a Gue Pequeno fino Iva Zanicchi, protagonista nella terza puntata, nei panni di una boss spietata. E cattivissima.  “La proposta dei registi, i Manetti Bros, mi ha lusingato, racconta la Zanicchi al Corriere della Sera. Coliandro mi è sempre piaciuto molto e mi sono divertita da matti all’idea di diventare una iena. Mi hanno infagottato che sembra abbia 10 chili in più di quelli — non pochi — che già ho; con i tacchi arrivo a 1 metro e 90. Mi facevo paura da sola”.

“Quando ho sparato la prima volta mi è venuto un colpo”

E nella veste della cattivissima, Iva Zanicchi arriva ad ammazzare una persona con un fucile a pompa e ne fa secco un altro con la frusta. Ma non è stato facile calarsi in quella parte e soprattutto prendere confidenza con le armi. “Quando ho sparato la prima volta sembrava una bomba, mi è preso un colpo… Il maestro di frusta invece mi ha insegnato con un colpo ad avvolgere il laccio intorno al collo di una persona, avevo paura di ammazzarlo davvero”. Eppure nella vita reale, non si condidera affatto una “cattiva”. Anzi. “Sono una che non porta rancore e ho anche un altro grosso difetto: non soffro d’invidia. Solo di quella sana, che serve a migliorarsi. Penso di non essere mai stata scorretta con altri artisti, mentre in ambito familiare, magari involontariamente, ho fatto soffrire, ma sono un coccodrillo: piango e chiedo subito perdono”.

“L’impegno in politica? Non lo rifarei”

Cantante, attrice e in passato anche una lunga parentisi di impegno politico (come eurodeputata di Forza Italia) del quale si è pentita. “Non lo rifarei, anche se ci ho creduto, ho dato l’anima, l’ho fatto con passione e impegno ma non mi hanno presa sul serio”, ha dichiarato in aun recente intervista ai microfoni de “I lunatici“, format di culto di Rai Radio2. L’Aquila di Ligonchio non ha quindi nascosto la delusione per la lunga parentesi in campo politico. Evidentemente la sua precedente esperienza nel mondo della musica non le ha permesso di essere presa sul serio. Come da lei ribadito, “è difficile essere credibili quando si viene dal mondo dello spettacolo”.

Il sogno: tornare all’Ariston, magari per vincere

Archiviata la politica ed eccitata per il suo nuovo ruolo di attrice “cattivissima”, Iva Zanicchi conserva sempre in un cassetto un grande sogno: quello di tornare a Sanremo. Non in veste di ospite, ma come concorrente e dunque pronta a lottare per la vittoria. Un sogno da realizzare magari proprio nel 2019, anno in cui ricorre il 50esimo anniversario della sua storica vittoria con “Zingara”, brano che la consacrò come una delle protagoniste assolute della kermesse canora. La Zanicchi, infatti, è la donna che attualmente detiene il maggior numero di vittorie al festival: ben 3 (1967 con Non pensare a me, 1969 con Zingara e 1974 con Ciao cara come stai?). Meglio di lei han fatto, finora, soltanto Domenico Modugno e Claudio Villa con ben 4 vittorie ciascuno. Chissà se Claudio Baglioni raccoglierà il suo appello? Inatnto, lei si è preparata. “Mi piacerebbe fare un ultimo festival, chiudere così. ha ammesso di recente. Ho la canzone, è bellissima. L’ha scritta Luis Bacalov poco prima di morire”.