Abbiamo incontrato Corrado Castellari

[img]http://www.numberonestudio.com/public/inner_Angeli_Castellari.jpg[/img]Rimini – Grandi occhiali scuri anni settanta, cappellino di lana, abbigliamento casual, un sorriso e una parola per tutti da buon emiliano, Corrado Castellari è stato uno dei personaggi più “cercati” dai numerosi visitatori del Disma, la mostra internazionale degli strumenti e delle etichette discografiche svoltasi a Rimini dal 11 al 14 marzo. Castellari vi era presente insieme a Franco Bagutti, leader nel settore della musica da ballo, col quale il cantautore bolognese collabora da anni. E proprio questo sodalizio ci suggerisce la prima domanda:
Signor Castellari, in passato ha inciso diversi album e scritto canzoni di successo per nomi come Iva Zanicchi, Mina, Ornella Vanoni; oggi si dedica a generi diversi come la musica dance e da ballo, ci spiega questa svolta?
Il mio percorso musicale ha conosciuto diverse fasi. Nasco come chitarrista ed emergo poi come autore verso la fine degli anni Sessanta quando la Rifi Record di Milano mi chiama dicendo di aver apprezzato i miei provini. Il mio primo successo fu Susan dei marinai cantata da Michele. Per tutti gli anni Settanta ho scritto per le maggiori interpreti italiane. Ho musicato i versi di Dino Sarti per Bologna e Il testamento di Tito di De Andrè. Poi ho vissuto una nuova stagione positiva con le sigle dei cartoni animati, insieme a Mizti Amoroso. Abbiamo firmato titoli storici come La banda dei ranocchi o Gli gnomi delle montagne. All’inizio degli anni Novanta, però, l’industria discografica e, in particolare, noi autori, siamo entrati in crisi, da una parte a causa della pirateria, dall’altra perchè chiunque fa musica oggi s’improvvisa anche autore. E così ho trovato nella musica da ballo e nella musica dance nuove strade.
Sentendo la sua voce e le sue canzoni, viene da chiedersi perchè come cantante non abbia avuto lo stesso successo che ha incontrato come autore, lei come se lo spiega?
Beh, ci sono varie ragioni. Anzitutto perchè ero molto portato per scrivere i pezzi; poi perchè per “sfondare” come cantante bisogna essere dei gran “rompiscatole”, e non è nel mio carattere. Alcuni dei cantautori più osannati hanno avuto successo in realtà più per la loro immagine “intellettualoide” e per la tenacia con cui hanno rotto le scatole alle case discografiche, che non per le doti vocali. Ma sono fiero di quello che ho fatto, perchè sono riuscito a esprimere comunque me stesso.
La sua casa discografica era dunque la Rifi Record, la stessa per cui incideva anche Iva. Come iniziò la vostra collaborazione?
La Rifi era di proprietà di Giovan Battista Ansoldi, una persona che ci sapeva fare, soprattutto sotto il profilo umano. Iva aveva sposato suo figlio Antonio. Era una figura centrale della casa discografica. La mia prima canzone incisa da Iva fu Accanto a te, il retro del 45 giri Un bacio sulla fronte, nel 1969, ma il vero exploit arrivò nel 1971 con Coraggio e paura.
È uno dei più grandi successi di Iva. Le valse il terzo postò a Canzonissima, e soprattutto scalò l’hit parade diventando un successo anche in Spagna e Sudamerica. Ci racconta come nacque il brano?
Coraggio e paura è firmata per l’esattezza “C. e C. Castellari”, ovvero Camillo e Corrado Castellari. Infatti il testo è di mio fratello maggiore Camillo, professore di lettere oggi in pensione. Proprio grazie al suo lavoro e alla sua formazione culturale, Camillo scriveva testi innovativi, diversi dal solito, testi chiari, ma non banali. Ed io di solito intervenivo in un secondo momento per musicarli. Ricordo che musicai Coraggio e paura nell’estate del 1971, mentre ero al mare. La proponemmo a Iva in autunno, quando doveva scegliere la canzone da portare a Canzonissima. In lizza c’erano il nostro brano e uno di Battisti – Mogol. Pensa, fu proprio Mogol, dopo aver sentito il nostro pezzo, a consigliare Ansoldi di scegliere quello. Ed ebbe ragione. Coraggio e paura colpì il pubblico perchè affrontava un tema nuovo ed aveva una musicalità originale.
Vendette oltre 600.000 copie…
E ne avrebbe vendute anche di più se il titolo della canzone fosse stato più visibile sulla copertina del 45 giri, che non fu molto indovinata! Poi facemmo una lunga tournèe al sud. C’era anche mia moglie, Norina Piras, una grande corista. Un’esperienza indimenticabile: le strade e le strutture erano quelle che erano, facevamo una fatica tremenda a montare e smontare tutte le attrezzature, ma eravamo ripagati dall’accoglienza calorosa di folle enormi. A volte avevamo paura, da tanto entusiasmo che ci manifestavano.
Dopo Coraggio e paura, ha firmato numerosi brani per Iva, come Dall’amore in poi, Alla mia gente, Basterà, Le giornate dell’amore, Sempre tua, Io sarò la tua idea ecc: a quale è particolarmente legato?
Voglio sottolineare che i brani che citi erano tutti musicalmente originali: ho sempre detestato i colleghi che scopiazzavano o facevano plagi di altri brani. In particolare sono legato a Io sarò la tua idea, che è il titolo non solo di una canzone ma anche dell’album Io sarò la tua idea – Immagini liberamente tratte da Federico Garcia Lorca, interamente scritto per Iva da me e mio fratello. Fu un lavoro bellissimo, che non ebbe tutto il successo che meritava perchè la Rifi non lo promosse adeguatamente.
Dopo la morte di Giovan Battista Ansoldi, alla fine degli anni Settanta lei ha anche prodotto un album di Iva, in cui molti pezzi erano firmati da lei e Malgioglio…
Si, l’album D’Iva, quello di A parte il fatto, Hotel Motel ecc. Anche per quell’album seguii io personalmente Iva in sala d’incisione. Lei si fidava molto di me. Cristiano (Malgioglio NdR), col quale siamo rimasti in amicizia, era già allora un tipo estroverso, come si vede oggi in tv. E nei suoi testi spesso c’erano delle espressioni, dei versi indovinati…anche se qualche volta la metrica gliela sistemavo io!
Ecco ci parli un po’ di Iva vista da vicino.
Iva è anzitutto una grande voce. Ha una “pasta” – come si dice in gergo – particolarissima. Una timbrica ricca di sfumature, delle bellissime note base e soprattutto una voce che emoziona. La prima volta che le sentii cantare Io sarò la tua idea fu indimenticabile. È l’Amalia Rodriguez italiana (Amalia Rodriguez è la regina storica del fado, la tradizionale musica nazionale portoghese Ndr)
Avrà anche qualche difetto però!
Castellari fa un’altra gran risata, e poi dice: come molte colleghe della sua generazione, Iva ha un approccio istintivo alla musica ed è un po’ pigra; se ci mettesse più rigore, sarebbe ancora più grande. Ti faccio un esempio: dice sempre che Io sarò la tua idea è il suo lavoro più bello, ma in televisione non lo ripropone mai! Lei ama il blues, ma questo è un genere di nicchia in Italia. Umanamente, per Iva ho un grande affetto e gratitudine. Un difetto personale? Iva è, diciamo, anche troppo “parsiomoniosa”!
Vede in giro qualche sua erede ideale? O qualche voce che la ricorda?
Tra le cantanti affermate di oggi no…tra i talenti emergenti forse sì, soprattutto per le note basse…ma non dovrei proprio dirlo io…è una giovane cantante rock…una certa Melody Castellari…mia figlia!
Che ne pensa della carriera televisiva di Iva e del suo recente ritorno alla musica? Sa che Iva sta lavorando a un nuovo album di inediti: scriverebbe oggi una nuova canzone per lei?
Certo che la scriverei! Io penso che una voce come Iva non avrebbe mai dovuto allontanarsi dalla musica, anche perchè la voce è uno strumento che ha bisogno di essere tenuto continuamente in allenamento. Quindi ben venga il suo ritorno!

Di: Andrea Paltrinieri, Mirko Simionato

0 thoughts on “Abbiamo incontrato Corrado Castellari

  1. ho ascoltato su cd “io sarò la tua idea” della Zanicchi. Quello che dice castellari è vero: è un autentico capolavoro, belle musiche, e testi splendidi e poetici. All’altezza dei lavori di quegli anni di de gregori o de andrè, e una spanna sopra mogol-battisti

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