“Rifiutai Walter Chiari. Roberto Benigni mi disse delle cose mostruose”

            Intervistata ai microfoni del programma radiofonico “I Lunatici”, Iva Zanicchi ha raccontato alcuni aneddoti molto interessanti della sua vita. La cantante emiliana è partita dalla sua infanzia, che ricorda con nostalgia, per poi passare agli inizi della sua carriera dove i primi soldi stentavano ad arrivare. Ma di particolare interesse è il rapporto della cantante con gli uomini, e a questo proposito racconta gli episodi con Walter Chiari e Roberto Benigni.
             Iva Zanicchi è stata ospite del programma radiofonico targato Rai2, I Lunatici, condotto dagli irriverenti Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. Nel corso della lunga chiacchierata consumatasi ai microfoni della trasmissione, la cantante ha raccontato alcuni aneddoti della sua infanzia, senza dimenticare alcuni episodi che hanno caratterizzato la sua carriera nel mondo dello spettacolo. Il racconto della sua infanzia La cantante emiliana avrebbe aneddoti a bizzeffe da raccontare, nella sua carriera iniziata da giovanissima, infatti, vari sono stati gli incontri con personaggi famosi che avrebbero potuto generare una certa curiosità. Alcuni episodi spiacevoli, altri piuttosto divertenti, ma con la sua parlantina la Zanicchi non ha certamente annoiato gli ascoltatori di Radio2 che sono stati deliziati da questi racconti del passato, a partire dalla sua infanzia: “Sono nata dopo due sorelle, mio padre voleva un maschio, quando sono nata io l’ha presa come una disgrazia. E’ stato due giorni senza volermi vedere, mia madre era disperata, l’unico a venirmi a trovare fu un bisnonno. Lui disse che ero nata di giovedì e di luna buona e pronosticò per me una buona fortuna”. E in effetti di fortuna, nel mondo dello spettacolo, la cantante l’ha avuta e non poca, sebbene non sia stata immediata, ma per arrivare alla vetta ha dovuto faticare tanto che ha iniziato a guadagnare seriamente quando già era piuttosto grande, come lei stessa racconta: “I primi soldi? Per me sono arrivati molto tardi. Sono stati importantissimi, presi una 500, andavamo in giro in tutta Italia. Ho comprato a mia madre il primo frigorifero”. Il rapporto con gli uomini
Nonostante adesso la 79enne si lasci andare a battute anche piuttosto disinibite, accompagnate anche da un leggero sarcasmo, senza mai cadere nel volgare, in realtà da giovane racconta di essere stata piuttosto ingenua. Anzi, la malizia non era assolutamente nelle sue corde, tanto che le sono capitati degli episodi difficili da gestire proprio perché la madre l’aveva sempre messa in guardia dalle possibili rimostranze degli uomini nei suoi confronti. Circostanze in cui si è imbattuta più volte, anche con volti noti dello spettacolo : Ero molto ingenua, avevo paura degli uomini, mia mamma mi aveva messo il terrore degli uomini. Ero tanta, cercavo di nascondermi, di non far vedere il seno, ma la prima volta che andai a Castrocaro uno dei massimi responsabili di quel festival mi invitò nel suo ufficio e cercò di saltarmi addosso. Io non mi sono mai scandalizzata, senza offendere ma con decisione puoi respingere senza offendere. Walter Chiari fu un grande maestro, facemmo sei mesi di spettacoli insieme. Lui dopo una settimana mi disse che una di quelle sere saremmo dovuti andare a letto insieme. Lo stesso giorno era arrivata la sua mamma, che mi adorava. Lei mi sconsigliò di andare a letto con Walter, lo definì un po’ birichino. Io le dissi di stare tranquilla, che non ci sarei andata. Chiari qualche giorno dopo mi disse che nella sua vita era andato a letto con tutte le donne che avevano lavorato con lui. Tranne due: una perché non gli piaceva e io, che gli dissi di no. L’insulto di Roberto Benigni Tra gli episodi ricordati dalla Zanicchi ce n’è uno che vede protagonista uno dei grandi nomi dello spettacolo italiano, ovvero Roberto Benigni, che con il suo fare goliardico e a volte troppo esuberante esordì con delle espressioni che suonarono davvero offensive nei confronti della cantante, che aveva partecipato a quel Festival con la canzone “Ti voglio senza amore”. L’attore toscano, infatti, aveva commentato il testo del brano presentato dalla cantante: “Iva, son rimasto malissimo, Ti voglio senza amore, cioè come dire fammi godere alla svelta e dura parecchio, ragazzi son rimasto. Non ci sono più i pezzi di una volta, al posto di Cantare adesso Trombare oh ooh, all’Alba tromberò. La canteresti mai? Iva son proprio rimasto male”. Giustamente la Zanicchi rivendica quanto fosse inappropriato quel gesto: “A Sanremo mi disse delle cose mostruose. Cose che non puoi dire nemmeno a una donna che batte il marciapiede. Poi la settimana dopo mi chiamò e chiese perdono. Io l’ho apprezzato”   I successi in tv e i nuovi progetti Infine la cantante parla della sua carriera televisiva, oltre che quella canora, quando è stata per anni al timone di uno dei programmi più amati della televisione, ovvero “Ok il prezzo è giusto”, che su Rete4 ha sempre ottenuto un grande successo di pubblico, come afferma lei stessa suggerita dai due conduttori che hanno rievocato quel periodo televisivo. Ma Iva Zanicchi non si ferma qui, anzi, dopo il suo ruolo da opinionista in programmi come il Grande Fratello, torna in pista anche in ambito musicale e rivela i suoi progetti futuri, come una collaborazione davvero inaspettata con uno dei grandi nomi della musica pop italiana, ovvero J-Ax: Il successo di quel format era talmente forte che mangiava tutto il resto. Mi sono lasciata prendere dall’ingranaggio, non rinnego niente, ma forse mi ha tolto qualcosa a livello artistico. L’intuizione di propormi fu proprio di Berlusconi. Avrei dovuto farlo solo per sei mesi e invece è durato quattordici anni. Qualcosa alla cantante ha tolto. Poi ho cercato di recuperare”.  Sta per uscire una canzone molto carina che canterò con J-Ax – afferma -. La sentirete. Vedrete che roba. Una mezza bomba.

Il “Donne & Riso” a Iva Zanicchi al termine di un raffinato spettacolo

Vercelli – A poco meno di 24 ore dallo spettacolo che la vedrà protagonista sullo stesso palcoscenico del Civico, per la stagione di prosa comunale, “Sono nata di luna buona”, Iva Zanicchi ha ricevuto questa sera dal sindaco Andrea Corsaro e dalla presidente del’Associazione Donne & Riso Natalia Bobba la “risottiera d’argento”, ovverosia il Premio Donne & Riso 2019.

La nota cantante, conduttrice, già europarlamentare e oggi, appunto, attrice, lo ha ricevuto al termine di un bellissimo spettacolo con cui l’Associazione presieduta da Natalia Bobba ha celebrato i 40 anni di fondazione: prima presidente fu Rita Greppi, seguita da Marinette Malinverni, da Licia Vandone e oggi, appunto, da Natalia Bobba. Se l’associazione ha quarant’anni, il premio ne ha quindici: fu assegnato la prima volta nel 2004 e, tra le altre insignite, l’albo d’oro annovera Rossana Lambertucci, Elisa Isoardi, Katia Ricciarelli e Lucilla Giagnoni.

Lo spettacolo, presentato da Roberto Magnaghi, sotto la regia di Cinzia Ordine e Roberto Sbaratto, è stato davvero interessante e affascinante. Sul palcoscenico si sono avvicendati personaggi assai noti e altri meno noti, ma interessanti, come ad esempio Tiziana Monterisi, ceo di RiceHouse Srl, una start up che costruisce case con gli scarti della lavorazione del riso, oppure la pittrice e disegnatrice botanica Angela Petrini che ha creato capolavori con i suoi acquerelli ispirati al riso.

Tra i nomi più famosi, Giorgio Simonelli, che ha parlato dei 70 anni del film eponimo della terra d’acque, “Riso Amaro”, e la violinista Giulia Rimonda.

Insomma, un pomeriggio di raffinata eccellenza.

Iva Zanicchi: “Mio padre non sapeva delle mie foto su Playboy”

Ospite di Mario Giordano a Fuori Dal Coro, Iva Zanicchi ha ricordato quando posò per un servizio fotografico sexy su Playboy: “Mio padre non l’ha mai saputo, mia madre gli disse che avevo fatto un servizio fotografico bellissimo per Famiglia a

Ospite di Mario Giordano nel programma Fuori Dal Coro, Iva Zanicchi si è dimostrata la mattatrice della serata e ha raccontato un aneddoto relativo al periodo – era la fine degli anni Settanta – in cui posò per un servizio su Playboy: “Mio padre non lo ha mai visto, mia madre gli disse che avevo fatto un servizio bellissimo per Famiglia Cristiana“.

È bene precisare che le foto della cantante sulla rivista a sfondo erotico non consistevano in scatti di nudo ma erano soltanto immagini sexy. E infatti un servizio introduttivo ha messo in luce come tali immagini siano molto più castigate delle foto di molte showgirl di oggi. Iva Zanicchi precisa di considerare queste foto come una sorta di errore di gioventù: “Questo servizio di Playboy è l’unica cosa di cui mi pento, avevo 38 anni e volevo dimostrare di essere ancora… [piacente, Ndr]”. “Una roba cretina”, sentenzia categorica la cantante.

Iva Zanicchi ribadisce di essersene presto pentita, in particolar modo quando ha avuto per la prima volta la rivista tra le mani. In quel momento la donna ha realizzato che non avrebbe voluto che suo padre vedesse quel servizio: “Ho sofferto”. A seguito di questo pentimento a posteriori, la cantante ha deciso di girare tutti i paesi della zona per requisire le copie di Playboy che la ritraevano in copertina: “Ho minacciato di morte tutti quelli che avevano le edicole e ho sequestrato il giornale”.

“Mio padre non l’ha mai visto”, afferma soddisfatta la Zanicchi. Ma le voci di paese sono sempre in agguato e Iva ha raccontato che un amico dell’uomo gli disse: “Ho visto le foto di tua figlia, mica male!”. Allora l’uomo, incuriosito, chiese lumi alla moglie: “Ma cosa ha fatto l’Iva?”. La madre della cantante, forse complice della figlia, ebbe la risposta pronta e la coprì col padre in un modo piuttosto bizzarro: “Ma va là, ha fatto un servizio fotografico bellissimo e l’ha pubblicato Famiglia Cristiana“.

Iva Zanicchi canta Bandiera Rossa

L’animo da mattatrice di Iva Zanicchi si è rivelato anche in un altro frangente della trasmissione, quando Mario Giordano ha invitato la donna – notoriamente su posizioni politiche di centrodestra – a cantare Bandiera Rossa. La cantante non si è tirata indietro e ha iniziato a intonare il canto popolare, ma ha deciso di cambiarne il testo: “Bandiera rossa la trionferà, nei gabinetti pubblici delle città”. “Anche se sono anticomunista posso cantare Bandiera Rossa, io bado alle persone, non alle posizioni politiche“, ha chiosato la cantante dopo la boutade ironica.

Iva Zanicchi: “A letto sono ‘olimpionica’. Mio marito è un uomo sessualmente molto potente”

Iva Zanicchi: “A letto sono ‘olimpionica’. Mio marito è un uomo sessualmente molto potente”

“Mio marito? Ha dieci anni meno di me, è un uomo sessualmente molto potente”. A rivelarlo è una scatenata Iva Zanicchi che, intervenendo ai microfoni di Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, ha parlato della sua vita sessuale, confessando di avere un rapporto particolare con il sesso. “Io sono sana e sono ‘olimpionica’: ne faccio una ogni quattro anni”, ha detto la cantante. E come fa suo marito?, le hanno chiesto quindi i conduttori. “Io lo spingo quasi a cercarle fuori, tanto non sono gelosa, visto che lui è giovane e forte. E come se io fossi una mamma, diciamo…”.

LA RIVELAZIONE

“Lui ha dieci anni meno di me ed è un uomo sessualmente molto potente”
(archivio l unione sarda)
(Archivio L’Unione Sarda)

Iva Zanicchi ci ha abituati a dichiarazioni un po’ sopra le righe, ma questa volta ha sorpreso davvero tutti.

Come? Rivelando con calma olimpica di spingere il compagno Fausto Pinna ad andare a letto con altre donne, visto che lei non è più molto attiva sessualmente.

“Il mio compagno ha dieci anni meno di me, è un uomo sessualmente molto potente”, ha detto l’Aquila di Ligonchio alla trasmissione radio “Un giorno da pecora”.

“Io sono sana e olimpionica – ha ironizzato – ne faccio una ogni quattro anni”. Per poi rivelare: “Lo spingo a cercarle fuori, tanto non sono gelosa, visto che lui è giovane e forte. È come se fossi una mamma”, ha aggiunto.

Iva Zanicchi a gennaio compirà 80 anni. La storia con Fausto Pinna va avanti da 33 anni: i due non si sono mai sposati ma si chiamano marito e moglie.

Sanremo 2020, Iva Zanicchi: “Non mi vogliono, una persona potente non vuole farmi partecipare”

Iva Zanicchi, ospite della trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”, ha rilasciato delle dichiarazioni piuttosto spiazzanti sulla sua ipotetica partecipazione al Festival di Sanremo, dicendo di essere stata costretta a non andarci da una persona piuttosto influente che gravita attorno all’evento più atteso della tv.
           Sanremo 2020 è alle porte e c’è sempre più curiosità sui nomi di coloro che parteciperanno al Festival della canzone italiana. Tanti i nominativi che emergono in queste settimane, a parlare della partecipazione all’evento più atteso della televisione, che si consumerà nelle canoniche cinque serate, ai microfoni di “Un giorno da Pecora” è la mitica Iva Zanicchi. Iva Zanicchi non andrà a Sanremo Ospite di Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, nella trasmissione emessa da Radio 1, “Un giorno da pecora” è stata Iva Zanicchi, uno dei personaggi più amati della televisione italiana. Nonostante la Zanicchi abbia iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come cantante e ricordiamo perfettamente alcuni brani che rientrano nel repertorio delle canzoni più famose di sempre, il suo ruolo nel contesto televisivo è cresciuto sempre di più nel corso degli anni. Intervistata dal duo che, come gli appassionati della trasmissione sapranno, non si lascia sfuggire l’opportunità di fare delle domande piuttosto scomode, Iva Zanicchi affronta la delicata questione relativa alla sua ipotetica partecipazione al Festival di Sanremo, rilasciando delle dichiarazioni che lasciano emergere dei retroscena al quanto preoccupanti:
A Sanremo? Non ci vado, non ci posso andare, non mi vogliono. No, macché, Amadeus è un angelo, se lo merita Sanremo, è bravissimo, conosce la musica, lavora in Rai da mille anni: merita di fare Sanremo. Non parlo assolutamente di lui. Mi riferisco ad una persona, la quale ha detto chiaramente che per andare a Sanremo dovrei passare sul suo cadavere. Io auguro bene a tutti  e quindi non vado a Sanremo. È uno che ha potere a Sanremo. Lui se è all’ascolto lo sa, e si dovrebbe vergognare…

Iva Zanicchi: “Solidarietà alla gente di Bibbiano”. VIDEO

La popolare artista ha presentato a Reggio il libro autobiografico “Nata di luna buona”: “Sto male quanto sento certe cattiverie, non si può demonizzare l’intero territorio popolato da gente onesta”

REGGIO EMILIA – Castrocaro, Canzonissima, dieci partecipazioni al Festival di Sanremo vinto per tre volte, e ancora il Madison Square Garden, la celebre tournée teatrale con Walter Chiari, e poi la tv con Ok il prezzo è giusto! Una carriera lunghissima e ricca di soddisfazioni attraverso la quale Iva Zanicchi ha lasciato un segno indelebile nella storia dello spettacolo e della canzone. Un cammino nato da ragazzina quando cantava a squarciagola nella casetta sull’albero a Vaglie di Ligonchio. Da lì di strada ne ha fatto davvero tanta.

Un cammino che l’artista oggi 79enne ha ripercorso nel libro autobiografico intitolato “Nata di Luna Buona” e uscito da pochi giorni.

Il volume è stato presentato a Reggio all’Auditorium Credem. Un’occasione nella quale la popolare cantante ha parlato del legame forte con la terra reggiana, descrivendo anche con rabbia il fango gettato su Bibbiano e tutta la comunità locale: “Sto male quando sento le cattiverie su Bibbiano, non si può demonizzare così un’intero territorio popolato da tanta gente onesta e per bene”.

La Zanicchi ha anche annunciato l’intenzione di recarsi presto nel paese della Val d’Enza: “Andrò a Bibbiano, voglio parlare con la gente, entrare nei bar, esprimere solidarietà alla comunità’.

La popolare artista ha anche svolto attività politica: è stata europarlamentare tra il 2009 e il 2014, eletta nelle file del Popolo della Libertà.

IVA ZANICCHI Nata di luna buona (Ed. Rizzoli) al teatro D. fabbri di Forlì

Rassegna di INCONTRI, Sabato 9 novembre 2019 ore 18. Presentazione realizzata in collaborazione con Libreria UBIK Forlì

Bologna, 07/11/2019 (informazione.it – comunicati stampa – editoria e media)Sabato 9 novembre 2019 ore 18

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IVA ZANICCHI

Nata di luna buona

(Ed. Rizzoli)

presentazione realizzata in collaborazione con Libreria UBIK Forlì

conduce l’Incontro Marco Viroli.

IVA ZANICCHI Nata di luna buona (Ed. Rizzoli) al teatro D. fabbri di Forlì

La rassegna di INCONTRI organizzata da Accademia Perduta/Romagna Teatri in collaborazione con Benso al Ridotto del Teatro Diego Fabbri di Forlì (via Dall’Aste), prenderà il via sabato 9 novembre alle ore 18 con Iva Zanicchi e la presentazione del suo nuovo libro autobiografico Nata di luna buona (ed. Rizzoli).

La presentazione, organizzata in collaborazione con la Libreria Ubik di Forlì, sarà condotta da Marco Viroli.

Nata di luna buona è l’autobiografia completa, dall’infanzia a oggi, di uno dei personaggi più amati e popolari della canzone e della televisione italiana, Iva Zanicchi.

“Che avessi una bella voce me lo dicevano tutti – racconta Iva Zanicchi – cantavo nell’osteria della nonna, facevo il contralto in un coro di alpini, cantavo in chiesa, in occasione di battesimi e persino di funerali: volevo sempre cantare e non sapevo come fare. Mio papà, che non era tanto contento di quella mia passione, mi aveva costruito una piccola casetta su un albero vicino casa e mi mandava lì a esprimermi pur di non sentirmi”. Da quando cantava a squarciagola nella casetta sull’albero a Vaglie di Ligonchio, un puntino isolato sull’Appennino tosco – emiliano lontano da tutto e da tutti, Iva Zanicchi di strada ne ha fatta parecchia e, dopo aver esordito su un palco appena ventenne, non si è più fermata. Castrocaro, Canzonissima, dieci Festival di Sanremo (unica donna ad averne vinti tre), il Madison Square Garden, la celebre tournée teatrale con Walter Chiari: Iva ha lasciato un segno indelebile nella storia dello spettacolo e della canzone. Da Alberto Sordi a Marcello Mastroianni, da Federico Fellini a Giuseppe Ungaretti, Mina e Giorgio Gaber, la sua carriera è costellata di straordinari incontri. Iva non ha però mai tradito le sue origini ed è rimasta, successo dopo successo, una semplice e genuina ragazza Nata di luna buona. In questo libro racconta per la prima volta tutta la sua vita con lo stile schietto che da sempre la contraddistingue: un viaggio dall’infanzia a oggi attraverso teneri ricordi, divertenti retroscena ed episodi inediti, impreziosito da una galleria fotografica con tanti scatti privati.

L’ingresso all’Incontro è gratuito fino a esaurimento posti.

Info: 0543 26355 – accademiaperduta.it

Iva Zanicchi: “Quella poesia che Ungaretti recitò nel bosco per me….”

fonte Facebook official

Bella, affascinante, genuina e tagliente: quando pronunci il suo nome è come se dicessi “L’Italia”. Cantava nell’osteria della nonna, faceva il contralto con gli Alpini. Ha vinto tre Festival di Sanremo, ha incantato milioni di persone dall’Italia al Cile, dalla Spagna al Madison Square Garden di New York. Al Mondadori OFF un mito: Iva Zanicchi.

Benvenuta iva nell’unico salotto non radical chic d’Italia. Siamo onorati di avere nostra ospite un mito dello spettacolo italiano come te. Questo libro autobiografico, Nata di luna buona (Rizzoli), uscito da pochi giorni, sta andando alla grande. C’é tutta la tua straordinaria carriera e la tua vita “inimitabile”, per dirla alla d’Annunzio. Cosa significa essere nata di luna buona?

E’ una frase del mio bisnonno Lorenzo: sono nata per terza e il mio papà voleva un maschio per via dell’eredità – sai che eredità! E così non mi volle vedere per tre giorni. Sono nata in in stalla, nevicava e l’ostetrica si era rifiutata di aiutare mia mamma Elsa: lei era nella stalla per mungere la vacca Nerina e io sono nata proprio lì! La mamma mi avvolse nel foulard e mi mise nella mangiatoia:
era disperata perché ero femmina!, ma il bisnonno Lorenzo mi guardò e disse: “E’ nata di giovedì e di luna buona!

Cantavi già quando eri nella pancia di tua madre: é vero che tuo padre ti costruì una casetta di legno su un albero affinché potessi dare sfogo alle tue doti canore?

Mio papà aveva una grande manualità e siccome non voleva sentirmi cantare, mi costruì questa casetta: io salivo e cantavo. Avevo una voce che mi sentivano a distanza nella valle. Cantavo con gli Alpini nell’osteria della nonna ed ero l’unica donna che potesse entrare. Anche la maestra diceva che cantavo bene e quando fui mandata in colonia (ero magrissima!) la direttrice mi disse: “canta per tutti i bambini!”. Ero timida e non sapevo cosa cantare: attaccai con la montanara, poi con la smortina, ma siccome a fine canzone morivano tutti, non mi fece più cantare!

Ligonchio, questo puntino isolato sull’Appennino tosco-emiliano, quanto ha segnato la tua vita e la tua carriera?

Piccolissimo il mio paesino: a Vaglie, dove sono nata, d’inverno non c’è nessuno e lo “chiudono”, lo riaprono in estate con i gerani sui balconi. Quando sono nata io non c’era neanche la strada, c’era solo la chiesa con un prete bellissimo, messo “in castigo” perché andava con le donne. I vagliesi si autogestivano, organizzavano i matrimoni, c’era l’ostetrica e tutte le cose utili per un paese. Erano tutti poveri, ma avevano ognuno un orticello e quando morivano lasciavano tutto al prete, perché altrimenti sarebbero finiti all’inferno. Ma mio nonno li convinse a non lasciare nulla al prete sporcaccione!

Sei cresciuta in piena guerra, tra l’occupazione nazista e le prepotenze di alcuni partigiani: nel libro parli del partigiano “Lupo”, un farabutto uscito dalle galere di Modena…

Io lo dico sempre: grande merito alla Resistenza, però questo Lupo era un delinquente; in Emilia sono passati settant’anni e alcune cose non si possono dire, però questo qua aveva fatto del male a tanti, l’ho scritto nel libro (anche se il mio non è un libro politico). Avevamo più paura di lui e del suo gruppo che dei nazisti, ha fatto tante atrocità e si deve sapere.

Con le tue sorelle tenevi il quaderno degli attori e cantanti preferiti: su questo quaderno c’era una foto autografata di Achille Togliani, che qualche anno dopo divenne il padrino del Concorso di Castrocaro, che lanciò la tua straordinaria carriera: come fu il tuo inizio?

Finita la serata del concorso arriva Gigi Vesigna e mi dice: “oh bambina, ci vediamo a Sanremo! Ravera ha detto che vinci tu!“. Io perdo la voce e la sera anzichè cantare “abbaio” e  arrivo quarta. Andai a Milano per fare un disco: presi il treno da sola, all’epoca era come andare sulla Luna! Mio papà mi preparò una bellissima valigia di cartone e feci tutto il viaggio con la testa fuori dal finestrino, così persi la voce un’altra volta: arrivai dal discografico senza voce!

La tua voce “nera” colpì i discografici della nuova etichetta, con cui hai inciso la tua prima canzone di successo, Come ti vorrei.

La casa discografica si chiamava Rifi:  c’era Mina e..sì, ero gelosa! Quando arrivai, lei era una star.

La canzone con la quale vinci il tuo primo Festival di Sanremo nel 1967 in coppia con Claudio Villa è Non pensare a me Hai partecipato a dieci festival e ne hai vinti tre: qual è il ricordo più bello di Sanremo? E quello più brutto?

Il più bello è Zingara con Bobby Solo: ero giovane e i discografici ci avevano applaudito subito. Il ricordo più brutto è invece è proprio nel 1967, in quell’anno in cui morì Tenco. Pensavo che chiudessero il Festival, mi sembrava inconcepibile continuare il festival ero dietro le quinte e singhiozzavo, mi sembrava talmente atroce gioire per la vittoria in un momento così.

Per te hanno scritto in tanti, da Battisti e Paolo Conte a Umberto Bindi e Shel Shapiro e Cristiano Malgioglio: ma chi é l’autore al quale devi di più?

Un giorno Battisti chiama il mio discografico: vuole fare una canzone con me. Stiamo insieme una settimana: bene, l’unica brutta canzone scritta da Mogol e Battisti è quella! Anche Paolo Conte me ne scrisse una, un blues, ma era una cagata pazzesca! Theodorakis invece ha scritto Fiume amaro, il mio più grande successo. Ho fatto un anche un disco di canzoni ebraiche nel ‘68 e per poco non mi hanno arrestata! Però mi sono divertita, ho fatto quello che ho voluto.

Il successo ha mai tolto qualcosa alla tua vita privata?

Qualcosa ho dovuto lasciare: avevo paura a portare mia figlia in aereo e pensavo di far bene, ma poi quando gliene parlai mi disse che in realtà lei piangeva perché io non c’ero. Mia figlia è una donna meravigliosa.

Se negli anni ‘60 abbiamo visto una Iva sanguigna, negli anni ‘70 la tua carriera é caratterizzata dall’impegno e dall’incontro con grandi intellettuali come Giuseppe Ungaretti…

Un uomo dal cuore candido, puro. E’ stato un incontro meraviglioso! Lo incontrai a Salso Maggiore, mi disse che avrebbe voluto recitare per me nel bosco una poesia. Amava Leopardi e mi diceva che io dovevo amare quel poeta e non lui, ma per me era unico.

Un ricordo della tournee teatrale con un altro gigante: Walter Chiari.

Ho fatto sei mesi in tournè e gli devo molto. Un giorno sua mamma mi dice di non andarci a letto. Dopo un po’ di tempo lui ci prova con me e io, che sono ancora una ragazzina, gli dico di no. “Ma mica te lo avrà detto mia mamma!?”,mi  fa lui…

Nel 1978 Playboy ti dedica un servizio molto sexy che fa infuriare tua madre…

Con Playboy ho fatto una cavolata. Erano foto un pò osè e così sequestrai tutte le copie del mio paesino! Mio papà venne a sapere del servizio per Playboy grazie a un amico: per non spaventare la mamma le disse che il servizio fotografico era per Famiglia Cristiana!

Cosa bisogna fare per corteggiarti? E se Daniele Stefani improvvisasse un tango?…

Il tango è la musica più sexy, l’espressione verticale di un desiderio orizzontale. E’ un po’ disdicevole alla mia età, ma mi chiedono se a questa età si fa sesso: certo!  Io sono olimpionica, faccio sesso una volta ogni quattro anni!

Ti senti una donna senza età?

Mi sento anziana, però sono in salute e mi metto il rossetto!

Gli anni ‘90 per te hanno coinciso con una svolta televisiva cominciata con quel Premiatissima, programma di Canale 5, presentato da Johnny Dorelli del 1984.

Dorelli mi disse: “Intrattieni il pubblico!”. Ero uscita senza sapere che stavano registrando. Poi un giorno mi chiama Berlusconi: prima dell’appuntamento in villa a Macherio Johnny Dorelli mi consiglia di “sparare” una cifra esagerata. Una volta entrata, Berlusconi si avvicina al pianoforte e canta La vie en rose: io non so più cosa dirgli e alla fine accetto tutto quello che mi propone!

Cosa ti ha spinto a fare politica? Sei stata tra gli europarlamentari con più presenze: 97% nella legislatura 2009-2014

Mi sono messa in politica per vendicare mio padre. Quando mio padre si candidò nel nostro paese prese solo un voto, il suo! Neanche mia mamma lo aveva votato! Io credo nelle persone, quando mi piaceva Berlusconi ero con lui. Anche lui mi aveva sconsigliato di entrare in politica.

Mi dicono che sei una grande cuoca..

Io sono un’ottima cuoca, ce l’ho nel dna! Però il mio compagno è bravissimo e cucina lui, solo che mi fa sempre la cucina sarda e io non ne posso più!