Iva Zanicchi: «Adesso canto l’amore con suoni moderni»

L’aquila di Ligonchio sta per tornare. Iva Zanicchi, una delle signore della musica italiana, ha rilasciato un nuovo singolo, “Amore mio malgrado”, che anticipa un nuovo e atteso album di inediti per l’autunno. Il disco che sta per arrivare sarà quello del grande ritorno di Iva Zanicchi. Uscirà tra settembre ed ottobre, in concomitanza con due puntate musicali incentrate su di me per Canale 5. «Il disco nasce da una mia esigenza, da anni non canto e la gente dice “ti vediamo sempre in televisione, fai sempre l’opinionista”, cosa che detesto perché non voglio opinare su niente. Al momento sto per andare in sala d’incisione a registrare una canzone, pensi lei, araba, con testo in italiano di Cristiano Malgioglio».

Iva Zanicchi, ad anticipare il disco c’è questo nuovo singolo…
Gli autori di “Amore mio malgrado” non sono celebri, ma ben vengano gli autori giovani. Tra le firme c’è infatti un giovanissimo fisarmonicista, Giuseppe Santamaria, un nome che è tutto un programma (ride, ndr). L’arrangiamento è del maestro Andrea Pennino. Vede, a volte i brani succedono e basta.

Ci sono anche sonorità contemporanee…
Sì, infatti la stanno trasmettendo in radio. È così che deve essere secondo me, specialmente in caso di artisti che non hanno più 20 anni. Prendere delle melodie belle e vestirle con suoni moderni e attuali. Se poi le tue canzoni vengono trasmesse in radio, e la gente le ascolta, è bello. Sono piena d’entusiasmo.

Si sente!
La gioia che provo cantando non la provo facendo nessun altro lavoro.

Nelle scorse settimane ci ha lasciato una grande della nostra musica, Milva…
L’ho sempre stimata. Anni fa feci un programma che si chiamava “Ed io tra di voi”. Lei si trovava in Germania e le dissi: “Trovi tutte le scuse per non venire”. Lei: “No! Sei sciocca, tra una settimana sarò lì”. Venne e fu bravissima come sempre. Ho un altro ricordo che mi lega a lei, risalente a quando sono stata ricoverata in ospedale per il Covid.

A novembre…
Mi mandò un messaggio e l’avevo scambiata per un’amica sua omonima, poi me ne mandò un altro e ho capito fosse lei. Ho chiamato e c’era la sua assistente, la signora Edith. Cercò di passarmela al telefono ma era molto affaticata.

Ha voluto sottolineare come negli ultimi anni fosse stata dimenticata…
Sono stata ripresa per questo, ma sono abituata a dire quello che penso. Negli ultimi anni non hanno mai dedicato a Milva degli special come la Rai spesso fa. Adesso le hanno tributato tutto, ma ormai non c’è più. Mi ricorda un’altra artista che in vita è stata osteggiata, dalla stampa ma anche dalle televisioni. Mia Martini, mai osannata prima, poi quando è morta è diventata la grande artista che è. Bisognerebbe riconoscerlo prima.

C’è stato l’Eurovision Song Contest, dove lei partecipò nel 1969 con “Due grosse lacrime bianche”…
Si svolgeva a Madrid, allora in Spagna andavo spesso a fare tournée ed ero accolta molto bene. Ricordo un po’ di egoismo da parte della casa discografica perché avevo vinto Sanremo con “Zingara”, quindi perché dopo venti giorni mi fai cantare all’Eurofestival una canzone sì, carina, però non “Zingara”, che è stato poi un successo? Però è un ricordo molto bello, c’erano tanti artisti che venivano da tutta Europa. Una manifestazione che in Italia non ha avuto tanto peso, ma in altri Paesi è un festival importantissimo. Se ti affermi lì hai le porte aperte in Europa e non è male.

Spesso lei non perde occasione per venire a fare un saluto a Salerno e alla sua provincia…
Considero Salerno una città straordinaria. È pulita, bella, con un’università importante. Quando ci sono stata sono rimasta molto colpita. Mio marito ne è molto entusiasta e io pure. Si mangia da Dio e la gente è cordiale. Speriamo che questa pandemia non ci faccia incattivire.

Sarebbe bello se dopo questa pandemia raggiungesse di nuovo questo territorio, magari per presentare il nuovo disco…
Avevamo preparato uno spettacolo il cui titolo è tratto dal mio ultimo libro, “Nata di luna buona”. Era previsto un bel giro poi interrotto dalla pandemia. Riprenderemo. Oltre questo disco in uscita sto scrivendo anche il mio quarto libro. Quando ero ricoverata in ospedale mi ha aiutato tanto scrivere. Mi sto divertendo e il motto resta sempre lo stesso: mai demordere.

Andrea Picariello

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