L’intramontabile voce di Iva Zanicchi incanta il Roof Garden

Grande finale per il calendario VIP autunnale del Casinò di Sanremo. Una serie di appuntamenti che hanno spaziato da showman, comici, chef e cantanti, dando un’offerta variegata e capace di andare incontro al vasto pubblico di residenti e turisti che frequenteranno la città dei fiori e la casa da gioco.

A chiudere l’esclusivo calendario la sera dell’8 dicembre è stata l’intramontabile Iva Zanicchi.

Una grande interprete della musica italiana nel mondo, cantante tra le più amate dal pubblico italiano, apprezzata artista di teatro, giudice scanzonato ma energico a “Tu Si Que Vales” su Canale 5, ha incantato la platea del Roof Garden con la rivisitazione di alcuni dei suoi successi più conosciuti, molti dei quali presentati al Festival di Sanremo.

È l’unica cantante italiana ad aver vinto per tre volte il Festival di Sanremo: nel 1967 con Non pensare a me, nel 1969 con Zingara e nel 1974 con Ciao cara come stai.

Tra le note di Testarda io, Zingara, e La riva bianca la riva nera, la magnifica voce della Zanicchi ha regalato una piacevole serata a tutto il pubblico del Roof Garden.

Sanremo, Iva Zanicchi al Roof Garden del Casinò

 

 

Sabato 8 dicembre alle 20.30 l’artista sarà al Roof Garden per la serata di gala dedicata al Ponte dell’Immacolata. La cantante tra le più amate dal pubblico italiano, apprezzata artista di teatro, giudice scanzonato ma energico a “Tu si que vales” su Canale 5 proporrà per gli ospiti del ristorante sotto le stelle la rivisitazione di alcuni dei suoi successi più conosciuti, molti dei quali presentati al Festival di Sanremo.

“La festa di Sant’Ambrogio o Ponte dell’Immacolata è un appuntamento che il Casinò onora da sempre con i suoi ospiti, festeggiandolo con uno spettacolo di grande qualità e di sicuro richiamo. Per questo abbiamo scelto il recital di Iva Zanicchi, che ha costruito negli anni un forte legame con la nostra città” – sottolinea Casinò Spa- “Questo importante spettacolo, che vedrà la presenza dei nostri affezionati visitatori, da il via ai festeggiamenti natalizi, che culmineranno alla splendida festa di Capodanno, che vede il Casinò impegnato anche nel concerto per la città a Pian di nave con i The Kolors. Eventi che sostengono il calendario manifestazioni cittadino e l’offerta turistica del comprensorio. Diamo il benvenuto a Iva Zanicchi, che con la sua simpatia e professionalità saprà emozionare i suoi tanti fans al Roof Garden, che ha registrato importanti adesioni”.

Iva Zanicchi nasce a Vaglie (fraz. di Ligonchio) il 18 gennaio 1940. Il debutto avviene con il Festival di Voci Nuove di Castrocaro del 1962, dove si classifica al terzo posto che le vale il primo contratto discografico con la Ri-Fi Records.
Nel 1963 vince il Festival Internazionale di Zurigo e si esibisce alla Carnegie Hall di New York.

Nel 1964 incide il suo primo successo, Come ti vorrei, un pezzo blues cover di Cry to me, storico brano di Solomon Burke. Nel 1965 partecipa per la prima volta a Sanremo e pubblica il primo album, Iva Zanicchi, che vince il premio della critica. E’ l’unica cantante italiana ad aver vinto per tre volte il Festival di Sanremo: nel 1967 con Non pensare a me, nel 1969 con Zingara, nel 1974 con Ciao cara come stai.

Il 1969 è anche l’anno della partecipazione all’Eurofestival che le consente di acquistare una straordinaria notorietà internazionale e di iniziare lunghe tournèe in tutto il mondo. Gli anni 70 si aprono con un ritorno a Sanremo (il brano L’Arca di Noè, cantato con Sergio Endrigo si classifica terzo e vince il Premio della Critica) e con la pubblicazione di importanti album d’autore, tra cui “Caro Theodorakis..Iva” che contiene Fiume Amaro (brano che vende oltre un milione di copie).

Il 71 è un anno molto importante per Iva: arriva seconda al Festivalbar con La riva bianca e la riva nera (oltre un milione di copie vendute) e pubblica due album importanti, “Caro Aznavour..Iva” e “Shalom”, album contenente brani d’atmosfera e ispirazione ebraica. Nel 73, dopo un lungo tour negli Stati Uniti (tra le tappe, il Madison Square Garden di New York), rientra in Italia e si esibisce al Teatro Regio, prima cantante italiana ad essere ammessa con un concerto di musica leggera in un tempio della lirica.

Nel 74 pubblica uno dei suoi più grandi successi, Testarda io, che Luchino Visconti inserirà nel film Gruppo di famiglia in un interno. Nel 1981 Iva Zanicchi è la prima cantante italiana invitata ad esibirsi in Unione Sovietica,
mentre nel 1984 torna a Sanremo con il brano Chi mi darà. L’anno successivo, su invito di Silvio Berlusconi, accetta di condurre un programma del mattino di Canale 5: il grande successo ottenuto la porta a “Ok il prezzo il giusto” che Iva condurrà fino al 1999.

In questi anni continua a cantare e a pubblicare album e a condurre importanti programmi serali. Nel 2000 conduce Domenica In con Carlo Conti e nel 2003 torna a Sanremo con Fossi un tango. Iva Zanicchi ha pubblicato per Mondadori due libri: Polenta di Castagne, storia della sua famiglia dalla metà del 1800 fino al suo debutto come cantante, e il romanzo I Prati di Sara.

Per tre stagioni è nel cast di Caterina e le sue figlie accanto a Virna Lisi. Tra il 2007 e il 2009 fa parte del cast di Buona Domenica su Canale 5. Nel 2009 viene eletta al Parlamento Europeo e per i successivi 5 anni si occuperà in
particolare di donne e bambini, viaggiando nei paesi più poveri del Mondo, come vice presidente della Commissione Sviluppo Da gennaio 2015 al dicembre 2016 è stata a teatro con la commedia Tre donne in cerca di guai, con Barbara Bocuchet e Corinne Clery.

Nel 2017 è nel cast di selfie, programma di Canale 5 condotto da Simona Ventura e prodotto da Maria De Filippi. Attualmente è la giurata popolare di Tu Si Que Vales su Canale 5 e contemporaneamente è in tour con il suo nuovo spettacolo “Una vita da Zingara” nei migliori teatri italiani. Iva Zanicchi ha pubblicato i suoi dischi in tutto il mondo, dall’Europa al Sud e Nord America, dall’Asia all’Australia, incidendo in 5 lingue: italiano, spagnolo, inglese, francese e giapponese.

Per la sua voce hanno scritto i più grandi autori italiani e internazionali: Mogol-Battisti, Paolo Limiti, Malgioglio, Giorgio Gaber, Roberto Carlos, Roberto Vecchioni, Theodorakis, Umberto Balsamo, Pino Donaggio, Kramer, Tiziano Ferro, Zucchero Fornaciari.

Ultime rifiniture per “Men In Italy”, il primo musical sulla moda

Milano  – Ormai manca poco al debutto e il cast lavora per mettere a punto gli ultimi dettagli di uno spettacolo che si annuncia divertente e innovativo. È “Men In Italy” l’ultima produzione firmata WIZARD PRODUCTIONS che debutterà al Teatro Ciak di Milano proprio in occasione del Capodanno, con repliche fino al 20 gennaio 2019.

Una novità assoluta nel panorama teatrale, un titolo originale, totalmente inedito, scritto e diretto da Alfonso Lambo. L’idea è nata dalla volontà di voler raccontare la “bellezza italiana” e lo scintillante mondo della moda. “Men in Italy” è una storia romantica e divertente fatta di intrecci amorosi e situazioni esilaranti.

Per dar vita ai personaggi della storia sono stati riuniti nel cast diversi nomi noti dello spettacolo: l’amatissima Iva Zanicchi, l’affascinante Alex Belli, la talentuosa Bianca Atzei e il brillante Jonathan Kashanian, affiancati da esperti performer di musical come Beatrice Baldaccini e Daniele Balconi.

I Modelli/ballerini scalderanno il palco grazie anche alla colonna sonora composta dalle più belle canzoni dagli anni ’80 ad oggi cantate rigorosamente dal vivo.

Iva Zanicchi parla del sesso a 60 anni: “Gli uomini hanno ancora pretese sessuali”

Iva Zanicchi torna a parlare di sesso in tv. La cantante ha infatti rivelato dei dettagli piccanti sul suo rapporto con la sessualità in età adulta. La Zanicchi ha ammesso: “Bisogna avere il senso del tempo che passa. A 70 anni non ne hai 40, non puoi mettere la minigonna. Ti puoi rifare quello che vuoi ma è ancora più triste, penso a quelle con le labbrone come canotti, gli zigomi come mele appena colte, gli occhi sbarrati… No, no… Io a 40 anni ho smesso di indossare i jeans, mi sembravano fuori luogo. Oggi non ci penso neanche perché la mia taglia, diciamo, è un po’ abbondante. Bisogna avere pudore“.

E su sesso ha dichiarato: “Gli uomini invecchiano più delle donne, perché gli viene la pancetta, perdono i capelli, diventano più brontoloni. La donna si mantiene più giovane, l’uomo si spaventa di più della vecchiaia. Il sesso è fondamentale e la donna, si sa, può anche fingere, ma l’uomo… L’uomo invece vuole dimostrare di farcela ancora e lì si frega. A 60 anni un uomo ha ancora pretese sessuali… Io avevo un nonno meraviglioso rimasto vedovo a 50 anni. Poi si è innamorato di una vedova con 4 figli che aveva 20 anni di meno e si è sposato a 65 anni. Io ero diventata amica di sua moglie e lei mi ha confidato che mio nonno era ancora molto, molto attivo“.

Una vita da zingara di Iva Zanicchi visto al Teatro Nuovo di Milano

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Uno spettacolo sullo stile dei grandi recital

La potenza vocale, la passione per la musica, la sua presenza scenica, ma principalmente la sua naturale dolcezza ed ironia sono stati gli elementi che hanno caratterizzato la splendida serata di ieri al Teatro Nuovo di Milano, gremito di fan, ma soprattutto di amici dello spettacolo e della Tv che tutti insieme all’unisono si sono uniti in un vero e proprio “viaggio” musicale con protagonista la splendida Iva Zanicchi. Uno spettacolo live emozionante e personale che ha permesso, anche a coloro che non hanno vissuto in prima persona i successi dell’artista, di capirne e viverne le emozioni di quella che è una carriera degna di una grande sovrana della nostra musica.

Una vita da Zingara” è a tutti gli effetti un “One Iva Show” fondato sulla formula del teatro-canzone che, se da un lato vede Iva proporre i suoi più grandi successi come Testarda io, Zingara, La riva bianca e la riva nera, Io ti darò di più, Come ti vorrei, Un uomo senza tempo, dall’altro riesce sempre a stupire e a divertire il pubblico con ironia, autoironia e sarcasmo, raccontando “saporiti” episodi della propria carriera e della propria vita.

Immancabili anche successi di artisti amici che hanno segnato la sua vita come Charles Aznavour, Fellini, Theodorakis e l’incontro col grande poeta Giuseppe Ungaretti e con lo scultore Piero Manzù. Sul palco Iva è accompagnata, come in tutti i grandi show che si rispettino, da un’orchestra, mentre su un mega schermo passano le immagini più belle della sua vita artistica.

Insomma, “Una vita da zingara” di Iva Zanicchi è un suggestivo percorso tra le pagine più belle e significative della storia della sua canzone e non solo, uno spettacolo imperdibile per chi ama questa grande artista italiana.

 

Iva Zanicchi a tu si que vales

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Alta tensione a Tu si que vales, lo show del sabato sera di Canale 5 campione di ascolti condotto da Maria De FilippiBelen Rodrigue e Gerry Scotti. Alta tensione tra Iva Zanicchi e Teo Mammucari. Tutto è iniziato quando un concorrente ha dato il via a una gag tra i giurati, chiamati a salutare i loro figli, parenti e animali domestici. A quel punto Mammucari si è alzato dalla sua sedia e, credendo di fare una battuta simpatica, si è rivolto alla Zanicchi, affermando: “Io saluto Iva, che è a fine carriera“. Battuta che non è piaciuta molto alla diretta interessata, che lo ha gelato: “E io saluto Teo che deve ancora iniziare la carriera!”. A quel punto è intervenuta la De Filippi, che sorridendo ha cercato di stemperare la tensione: “Brava, ottima battuta“. E Mammucari ha incassato in silenzio: forse ha capito che la sua battuta era fuori luogo.

Iva Zanicchi: “Sempre stata nomade, da piccola sognavo di scappare con il circo”

Al Teatro Nuovo di Milano, dal 16 novembre, con “Una vita da zingara”

Iva Zanicchi sbarca il 16 novembre, per tre serate, al Teatro Nuovo di Milano con “Una vita da zingara“. Un recital intimo e personale in cui l’Aquila di Ligonchio si mette a nudo. “Erano anni che ci pensavo e finalmente ci sono riuscita” ha raccontato a Tgcom24. “Mi piace interagire con il pubblico e dicono sia anche brava a raccontare. E’ un lato di me che non tutti conoscono”.

Il 16 novembre arriva al Teatro Nuovo di Milano “Una Vita da zingara”, che tipo di spettacolo sarà?
Sul palco ci saranno musicisti e due coriste, più altre figure virtuali. Mi piace l’interazione con il pubblico e dicono sia anche brava a raccontare. Un lato di me che non tutti conoscono. Sono e rimango una cantante ma in famiglia abbiamo una certa verve comica, a partire da mia nonna che faceva dei veri show per le altre donne del paese.

Racconta anche gli episodi della sua infanzia. A partire dalla sua nascita, che è molto particolare…
Sì, sono nata a gennaio e c’era un tempo da lupi. Per questo l’ostetrica si rifiutò di assistere mia mamma, che partorì da sola nella stalla. Mi avvolse nel foulard e mi depose nella mangiatoia insieme alla mucca, come Gesù bambino.

E’ stata la sua famiglia a trasmetterle la passione per la musica?
Sì, mia madre aveva una voce meravigliosa, cantava le arie delle opere a casa. Anche la mia bisnonna, dicevano che aveva una voce così potente che attraversasse cinque monti. Invece mio padre era stonatissimo, non aveva orecchio.

Si immaginava che sarebbe diventata una grande cantante?
Mi ricordo quando ascoltai il primo Festival di Sanremo alla radio, mi misi in piedi su una sedia e dissi: ‘Un giorno andrò anche io a Sanremo e vincerò il festival!’. Mia madre mi diede uno sberlone perché si era vergognata. Sono nata in un paesino piccolissimo e isolato, ma lo volevo con tutte le mie forze. E il destino mi ha dato una mano…

Iva Zanicchi si racconta a teatro

Nello spettacolo ripercorre anche i grandi incontri della sua vita…
Il primo incontro straordinario fu la radio con Silvio Gigli, che faceva gareggiare paese contro paese. E’ la prima volta che cantai per radio e Gianni Ravera, ascoltandomi, rimase colpito dalla mia voce e mi invitò a Castrocaro.

Il primo di una lunga serie…
Tantissimi come Giuseppe Ungaretti, Charles Aznavour con cui farò un duetto virtuale e Mikīs Theodōrakīs, un grande autore greco imprigionato sotto il regime dei colonnelli. E poi Visconti che ha inserito “Testarda io” nel suo film (Gruppo di famiglia in un interno ndr.).

Si sente ancora una zingara della musica?
Ho avuto una vita nomade, ho fatto tournée in tutto il mondo: Unione Sovietica, Giappone, Australia, America… Da piccola sognavo di scappare con il circo. Mi affascinava l’idea di cambiare posto ogni giorno.

E’ una “nomade” anche sul lavoro, si presta volentieri anche ad esperienze fuori dal campo prettamente musicale
Sono molto curiosa, mi piace sperimentare. “Tu si que Vales” è un programma di grandissimo successo, alterna numeri spettacolari ad altri divertenti. Mi sento molto a mio agio, c’è una squadra meravigliosa!

“UNA VITA DA ZINGARA”: IVA ZANICCHI AL TEATRO NUOVO

Scritto da Iva Zanicchi e Mario Audino con la regia di Paola Galassi, “UNA VITA DA ZINGARA” è uno spettacolo sullo stile dei grandi recital, che stupirà anche chi conosce Iva Zanicchi e la ama da sempre, perché per la prima volta, con questo spettacolo, Iva ha deciso di mettersi a nudo. Dal 16 AL 18 NOVEMBRE 2018 al Teatro Nuovo di Milano (in piazza San Babila) sarà possibile ammirare la cantante in questa bellissima esperienza artistica che è da considerarsi uno “One Woman Show”, uno spettacolo così personale che solo lei può fare e che ripercorre una carriera bellissima.

Si mescolano anche ricordi familiari ormai persi nel tempo e aneddoti inediti di un’Artista che, da sempre proiettata al futuro, non ha mai dimenticato il suo passato: la bisnonna, la bellissima Desolina, suo padre, la guerra, la vita sulle montagne, con i suoi calori e le sue durezze, e poi i primi concerti e il tanto agognato successo.

In uno slalom tra canzoni e racconto, si sviluppa un percorso artistico unico e personalissimo, di una delle prime cantanti italiane che sono andate ad esibirsi in paesi lontani, come la Russia, il Giappone, il sud e il nord America. Un dialogo col pubblico senza intermediazioni, in cui Iva svela gli alti e i bassi della sua vita, tantissimi aneddoti, molti dietro le quinte, e varie vicissitudini, spesso così tragiche da risultare irresistibilmente comiche. Il tutto con la formula del teatro canzone, dove alla parola si alterna la musica, e che musica: i grandi successi come Testarda io, Zingara, La riva bianca e la riva nera, Io ti darò di più, Come ti vorrei, Un uomo senza tempo e tanti altri. Ma anche successi di artisti amici che hanno segnato la sua vita, come Giorgio Gaber, Fabrizio De André, Charles Aznavour, Domenico Modugno e tantissimi altri. E poi i grandi incontri, come quello col grande poeta Giuseppe Ungaretti o con lo scultore Piero Manzù.

Sul palco Iva è accompagnata, come in tutti i grandi show che si rispettino, da un’orchestra, mentre su un mega schermo passano le immagini più belle della sua vita artistica.

Iva Zanicchi armata di frusta e fucile diventa boss per l’ispettore Coliandro

L’aquila di Ligonchio reciterà in una delle quattro puntate della nuova serie Tv nata  dalla penna di Carlo Lucarelli  e diretta dai Manetti Bros

L’aquila di Ligonchio continua volare alta e, a 78 anni, ritorna sul set. Non su un set qualunque. E ancor meno con un ruolo banale.

Da questa sera, su Rai2, parte la settima stagione de “L’ispettore Coliandro” con quattro nuove attesissime puntate anche perché, in questa serie, l’ispettore Coliandro farà a botte perfino con Iva Zanicchi che, in una delle serate, farà la parte della cattiva, anzi cattivissima. Al punto di mietere vittime armata di fucile e frusta.

Un ruolo a dir poco insolito per Iva Zanicchi che pure ha una certa familiarità con la recitazione. Se sul piccolo schermo ha recitato in numerose fiction, basti citare “Caterina e le sue figlie” (1, 2 e 3), e a teatro ha più volte calcato il palcoscenico a partire dagli anni ’70 con “Tra noi” insieme a Walter Chiari e Tony Renis fino al recente “Una vita da zingara” di Giampiero Solari e Paola Galassi, anche il cinema le ha regalato soddisfazioni. Da “La notte dell’addio” (1966) diretto da Renato Borraccetti a “Una ragazza tutta d’oro (1967) per la regia di Mariano Laurenti, da “28 minuti per 3 milioni di dollari” (1967) di Maurizio Pradeaux a a “L’ultimo capodanno” (1998) di Marco Risi. Ma cattiva come con Giampaolo Morelli (l’attore che dal 2006 interpreta il celebre ispettore Coliandro nato dalla penna di Carlo Lucarelli e diretto ancora una volta dai Manetti Bros) non l’abbiamo davvero mai vista.

Una ennesima sfida quindi per l’aquila di Ligonchio che, dal punto di vita professionale, non si è fatta davvero mancare nulla, nemmeno una copertina di Playboy senza veli. Tralasciando la parentesi hard, vanno assolutamente ricordate le sue dieci partecipazioni al Festival di Sanremo, che ha vinto per ben tre volte. E se le sue comparse canore non si contano, Iva Zanicchi non si è nemmeno sottratta al ruolo di scrittrice: due i libri da lei pubblicati : “Polenta di castagne” (2001) e “Il prati di Sara” (2005).

E poi la carriera politica: alle elezioni europee del 1999 Iva Zanicchi è candidata con Forza Italia ma non riesce ad ottenere le preferenze necessarie per entrare nell’europarlamento. Alle successive elezioni europee del 2004 si candida di nuovo con Forza Italia e si attesta come prima dei non eletti per poi insediarsi nel maggio del 2008 al Parlamento europeo. Alle elezioni europee del 2009 viene rieletta deputato al Parlamento europeo per Il Popolo della Libertà, aderendo al Partito Popolare Europeo. L’unica esperienza, quella politica, sulla quale l’aquila di Ligonchio ha messo una pietra sopra.

Perché per il resto, sembra avere ancora molti colpi in canna. Nel vero senso della parola ora che apparirà addirittura armata e molto cattiva nel ruolo di boss di razza in quel misto di giallo, azione e thriller seguitissimo che è “L’ispettore Coliandro”. —

Coliandro, Iva Zanicchi. “Sarò un boss spietato e cattivissimo”

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La cantante contro l’ispettore nella nuova serie su Rai Due

di LUCIANO MANZOTTI
eggio Emilia, 14 novembre 2018 – L’aquila di Ligonchio vola sempre più in alto. Mentre con grande successo sta portando in giro nei più importanti teatri italiani “Una vita da zingara”, il suo primo “one Iva Show”, dove accompagnata da una grande orchestra racconta la sua splendida carriera, il prossimo mese sarà tra i protagonisti del musical “Men in Italy” nei panni della titolare di una casa di moda.

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Ma Iva non si ferma un istante e – nel frattempo – duplica la sua presenza in tv: giudice d’onore a “Tu si que vales”, ma anche attrice in un episodio dell’ispettore Coliandro su Raidue (stasera il primo episodio della nuova serie, la Zanicchi sarà protagonista del terzo).

«È tutta colpa di quella bambina che c’è dentro di me. Una bambina che ha ancora voglia di fare, di vedere, di sperimentare», racconta la Zanicchi.

‘Una vita da zingara’ le sta dando un sacco di soddisfazioni.

«E’ lo spettacolo della mia vita. Sono in scena con cinque grandi musicisti, la regia di Paola Galassi, i costumi di Artemio Cabassi. Canto e racconto la mia vita, con molta ironia. Parto dalla mia nascita, avvenuta in modo rocambolesco a Vaglie di Ligonchio, un paese dove non c’era neanche la strada. Mi emoziono ogni volta. A Modena sono venuti a trovarmi anche tanti amici reggiani, Ines Costi, la mia sarta con la sorella, Rocchi, il mio primo maestro di musica. Mi sono commossa».

In questi giorni parte la nuova stagione de ‘L’ispettore Coliandro’, la serie televisiva con Giampaolo Morelli, creata dalla scrittore Carlo Lucarelli e diretta dai Manetti Bros. Lei sarà la protagonista del terzo episodio, in un ruolo per lei inedito. Com’è stata questa esperienza da attrice?

«Sarò cattivissima, proprio io che nella vita sono dolcissima (ride, ndr). Interpreto la moglie di un capo orchestra del liscio, una donna di malaffare che è disposta a tutto».

Com’è stato il suo approccio con il mondo della fiction?

«Anni fa avevo già recitato con la grande Virna Lisi in ‘Caterina e le sue figlie’. Premetto che non mi ritengo una vera e propria attrice, ma è stata un’esperienza molto interessante. Mi hanno chiesto di essere spontanea, naturale. Detto, fatto. Ho recitato d’istinto. Certo che il ruolo della boss spietata, che usa il fucile e la frusta, non era proprio un gioco».

Dove si svolge la storia?

«Abbiamo girato anche in Romagna, perché il mio personaggio è di quelle parti. Inoltre mi ha fatto piacere entrare a far parte di un progetto che è diventato una vera serie cult per moltissime persone».

«Lo racconto anche nel mio spettacolo. Mi chiamava la ‘mia zanicchina’. Trascorsi una settimana a Roma con lui. Alla fine, mi disse che non poteva darmi la parte perché avevo dei tratti troppo aristocratici. Era un grande».

Torniamo al suo ruolo di cantante. Gira voce che lei, dopo essere stata l’unica cantante ad avere trionfato per ben tre volte al Festival di Sanremo, quest’anno abbia espresso il desiderio di tornarci.

«Sono nata artisticamente su quel palco e ci tornerei volentieri. Ho una canzone del grande Luis Bacalov (scomparso recentemente, ndr). Un brano bellissimo, al quale tengo molto. Ancora non so nulla, vedremo».