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La nostra intervista a Corrado Castellari
Nel nostro sito potete trovare una vecchia intervista al grande Corrado Castellari, in una fanzine del 2006, ciao Corrado! R.I.P.
È morto Corrado Castellari, autore di classe: scrisse per Iva Zanicchi, Mina, Vanoni, Celentano e De Andrè
Il compositore bolognese aveva 68 anni. Da anni coautore di Malgioglio, aveva scritto la musica di “Il testamento di Tito” e di molte canzoni popolari, come “Il lupo” per il nuovo album di Raffaella CarrÃ
È morto Corrado Castellari. Autore di tante canzoni popolari si è spento poco dopo mezzogiorno, nella sua casa vicino a Voghera (Pavia), dopo una breve malattia. Bolognese – era nato il 23 settembre del 1945 – Castellari si è affermato come compositore per il Gotha della musica leggera italiana (Mina, Milva, Zanicchi, Vanoni, Celentano…) ma era stimatissimo anche nel giro della canzone d’autore, avendo lavorato gomito a gomito per il primo Fabrizio De Andrè: la musica di Il testamento di Tito porta la sua firma.
Castellari fu autore di tanti brani per Iva Zanicchi, tra i quali Coraggio e paura, e per molte altre primedonne della musica leggera italiana tra cui Mina (Domenica sera, Carne viva), Ornella Vanoni (Io, una donna, Amore mio, amico mio), collaborando spesso con il paroliere Cristiano Malgioglio. Nel 1973 partecipò, per la prima volta, allo Zecchino d’Oro con la canzone Il guercio, il lungo, il nano, manifestazione alla quale è rimasto legatissimo tanto da comporre altre 14 canzoni per questa trasmissione (l’ultima, La mia ombra, risale al 2009), comprese due vincitrici dello Zecchino d’Oro e tre premiate con lo Zecchino d’Argento. Sua era anche Cocktail d’amore portata al successo da Stefania Rotolo, e Susan dei marinai, grande successo di Michele.
Castellari provò anche l’avventura in proprio da cantautore, pubblicando nel 1973 un primo album a suo nome (Cioè… voglio dire…), con l’ausilio del fratello Camillo, laureato in lettere. Nel 1974 prese parte pure a Un disco per l’estate, dove cantava Al club di Gioacchino, ma non ebbe particolare fortuna, poi nel 1975 uscì con un secondo ellepì da titolare, Gente così. Dopo tante collaborazioni (scrisse anche musica da ballo) a 360°, tra gli ultimi successi da autore va ricordata almeno la sua Anna parte per Adriano Celentano, canzone che il cantante ha incluso nell’album Facciamo finta che sia vero.
“Con Corrado se ne va un numero uno che ci lascia cose bellissime”. Così lo ricorda Cristiano Malgioglio che con lui ha spesso collaborato. “Amava moltissimo il suo lavoro. Pur avendo avuto un grande successo come autore, Castellari era un uomo molto schivo. Non ha fatto nulla per poter emergere: lavorava con i migliori e non dava mai notizia di quello che faceva. Faceva questo lavoro soltanto perché lo amava. Era un ottimo musicista, uno dei migliori. Passava da un artista all’altro con una facilità incredibile. Era un grande, ora mi manca una ‘spalla’… “Grazie a lui – ricorda Malgioglio – ho fatto tante cose per Mina. Castellari, poi, ha lavorato con Celentano, con De Andrè, Milva e Iva Zanicchi. Da ultimo ha scritto la musica de Il lupo, uno dei brani del nuovo album Replay di Raffaella Carrà . Ora manca un grande. Se n’è andato via troppo presto, sono distrutto”, conclude Malgioglio.
Zanicchi all’attacco «I cantanti di oggi? Sanno solo urlare» «Non tradirò mai Silvio Berlusconi ma la politica mi ha stancato davvero»
Mangiava una zuppa di fagioli e parlava di tutto senza peli sulla lingua. Dal nuovo album «In cerca di te» a Berlusconi, da Fred Bongusto alla nipotina. Iva Zanicchi è vera e verace…
Mangiava una zuppa di fagioli e parlava di tutto senza peli sulla lingua. Dal nuovo album «In cerca di te» a Berlusconi, da Fred Bongusto alla nipotina. Iva Zanicchi è vera e verace come te l’aspetti. Soprattutto a tavola. «Il pubblico ha bisogno di serenità . Per questo canta le canzoni degli anni Sessanta». Iva Zanicchi non ha paura di voltarsi indietro. Ha deciso di dedicare il suo nuovo album alla grande musica del passato riarrangiata in chiave jazz. Ci sono le canzoni che hanno fatto la storia: da «Addormentarmi così» a «Amore fermati» con Fred Bongusto, da «Mille lire al mese» cantata con la nipotina a «Estate» di Bruno Martino.
Iva Zanicchi, insieme a lei ci sono altri grandi ritorni sulle scene come quello di Celentano, Rita Pavone e Morandi. Perché il pubblico ha così tanta voglia di amarcord?
Perché la gente ha bisogno di un’atmosfera serena e di sognare un po’. E lo fa con la musica. Il momento è tragico e quello che accade è vero caos. Tutto questo fa male. Allora è meglio ascoltare canzoni che ci ricordano quando eravamo bambini noi o i nostri nonni.
Chi ha scelto le canzoni che compongono l’album?
I brani li ho scelti io ed è stata una grande emozione. Duettare di nuovo con Bongusto mi ha riportato con la mente agli anni Sessanta. Io cerco di toccare le corde del sentimento.
Lei ha sempre fatto tantissima televisione. Le manca oggi?
In tv vorrei fare un programma in cui si incontra la gente per parlare dei bisogni concreti di chi ci ascolta. E poi ho tante idee per il teatro.
Quali?
Una su tutte: vorrei mettere in scena una commedia musicale, una specie di recital in cui si raccontano cinquant’anni di storia d’Italia attraverso le canzoni. Poi vorrei portare sul palco la storia di una vecchia cantante che ha sempre vissuto in teatro. La protagonista ha una nipote talentuosa ma non vuole farla debuttare per non cederle il successo.
Ma a Sanremo ci tornerebbe?
La voglia ci sarebbe pure ma, dopo quello che è successo con Benigni qualche anno fa, mi è passata la voglia. Lui ha esagerato, ha calcato troppo la mano ed è stato sgradevole con me.
Ce l’ha ancora un sogno nel cassetto?
Il mio vero sogno è quello di fare un disco blues, con tanto di cori gospel e cantanti di strada. Vorrei registrarlo ad Harlem, in una di quelle chiese.
Lei è ancora parlamentare europeo. Cosa pensa di quello che sta accadendo nel centrodestra?
Io devo tutto a Berlusconi e non lo tradirò mai. Può anche aver fatto errori criticabili ma tradirlo mai.
Il suo mandato sta per scadere. Si candiderà ancora?
La politica è un’esperienza conclusa. Voglio dedicarmi alla musica a tempo pieno. In questi 4-5 anni ho capito fin troppe cose.
E delle cantanti della nuova generazione cosa pensa?
A parte qualche eccezione, oggi le cantanti urlano troppo. Io, invece, vado controcorrente e il pubblico lo voglio accarezzare.
(tratto da Il Tempo)
