Iva Zanicchi: quella volta che io, Sinatra e Morandi…

“Mina è talmente grande che di una ne farei due…”. Inizia con una battuta l’incontro con Iva Zanicchi a Modena. “Ha una voce straordinaria che le permette di fare dei ghirigori, ma anch’io ho la stessa estensione e in più ho le note bassissime”. La cantante emiliana, intervistata dal direttore diChi Alfonso Signorini e dal direttore di Panorama Giorgio Mulè, ha raccontato una serie di aneddoti sulla sua lunga carriera di artista. “A New York ho incontrato Frank Sinatra. Dovevo andare con Gianni Morandi ma all’ultimo momento si è tirato indietro. Alla cena in suo onore, Frank mi ha scritto un biglietto per invitarmi il giorno dopo nel suo appartamento, ma io non mi sono presentata…”.

Con Milva, invece, il primo incontro è stato alla Rai di Bologna. “Tra un provino e l’altro c’era una ragazza con una grande cotonatura che vinse il concorso e la sua canzone passò in radio. È lì che incontrai Milva la prima volta”. Zanicchi ha raccontato anche della sua passione per la lirica. “Non ho mai conosciuto Maria Callas, la più grande, ma per la mia voce sono stata molto amata da tutti i tenori come Di Stefano e Pavarotti. Sono stata anche la prima cantante a tenere un concerto al Teatro Lirico di Reggio Emilia, prima di Milva. E mi voleva anche La Scala”.

La cantante doveva fare la Gradisca per Federico Fellini ma poi non se ne fece nulla. “Ero molto simpatica al maestro, ma non mi scelse perché non avevo le forme giuste. E in seguito ho scoperto che quel ruolo l’ha offerto a tantissime attrici italiane”.

Iva Zanicchi, che ha vinto tre volte Sanremo, ha raccontato anche della sua esperienza politica. “Berlusconi mi aveva sconsigliato di entrare in politica, ma io testardamente l’ho fatto e mi sono divertita moltissimo a fare campagna elettorale, anche se la prima volta non sono stata eletta”. A Strasburgo è stata una stakanovista, con il 95% di presenze. “Non m’interessa più la politica, ma resto una fedelissima di Berlusconi, anche se non lo vedo mai”. A Modena la cantante emiliana sta facendo il tutto esaurito a teatro con lo spettacolo Tre donne in cerca di guai insieme con Corinne Clery e Barbara Bouchet, mentre sta preparando il suo terzo libro.

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La tournee parte da Modena con 3 sold out

Tre mattatrici in scena per una storia al femminile

Corinne Clery, Barbara Bouchet e Iva Zanicchi in “Tre donne in cerca di guai” un testo di Jean Marie Chevret che parla di solitudine, amicizia, omosessualità

MODENA. La stagione 2015-2016 del Teatro Michelangelo inizia ufficialmente con lo spettacolo “Tre donne in cerca di guai”, di Jean Marie Chevret, per la regia di Nicasio Anzelmo, in scena alle 21.15 di stasera, con replica domani e giovedì. Sul palco, un trio inedito, un vero “tris d’assi”, composto da Corinne Clery, Barbara Bouchet e Iva Zanicchi. La commedia, tratta da “Les Amazones” di Jean-Marie Chevret, un testo teatrale che da molti anni sta divertendo e conquistando i francesi, affronta il tema della solitudine delle single di mezza età, dell’amicizia e dell’omosessualità, il tutto raccontato con intelligenza, ironia, umorismo e allegria. È stata Corinne Clery a voler portare questo spettacolo in Italia comprando i diritti otto anni fa. «La cosa che mi affascina di questa commedia è il tema che tratta – spiega Clery – Il problema delle quarantenni single oggi è molto sentito. Però le donne sono anche capaci si rimboccarsi le maniche e venirne fuori. In Francia siamo abituati a convivere con la omosessualità che è una cosa normale. Mi piaceva che anche in Italia si parlasse di questo con eleganza e ironia. La commedia è lo specchio della società di oggi».

 

Per Iva Zanicchi invece il teatro è un quasi debutto. In “Tre Donne in cerca di guai” interpreta il ruolo di Martine, una donna abbandonata dal marito dopo trent’anni.

Iva, c’è chi dice che sei la sorpresa dello spettacolo.

«Ma chi lo dice? Io non avendo mai fatto teatro cerco di cavarmela. Mi piace, mi diverto e cerco anche di far ridere. Non essendo un’attrice di professione cerco di portare sulla scena il mio personaggio così come sono, rendendolo il più possibile vicino a me».

È una commedia che mostra la forza delle donne?

«Principalmente è una storia di solitudine. Tre donne che per motivi diversi si trovano a vivere insieme

e sono tre solitudini che si uniscono. Ma poi succede qualcosa che sveglia le donne che sono in noi. Dentro me c’è sempre una bambina che vuole scoprire cose nuove. A volte vince lei, a volte vinco io. Con questa commedia scherziamo con ironia sull’età che passa».

(Fonte: Gazzatta di Modena)